Informatori Scientifici: il Ccnl torna prevalente ma il 79% delle partite Iva è senza benefit

Per la prima volta negli ultimi quattro anni si interrompe la crescita delle partite Iva tra gli informatori Scientifici del farmaco. Nel 2026 il contratto chimico-farmaceutico torna infatti a essere la forma di inquadramento più diffusa, superando il lavoro autonomo. È quanto emerge dalla quarta edizione dell’Osservatorio sull’Informazione Scientifica del Farmaco (OISF), realizzato da  Informatori.it su un campione di 700 professionisti distribuiti sul territorio nazionale.

Il dato più significativo riguarda proprio l’inquadramento professionale: il 44% degli informatori scientifici è oggi assunto con il Ccnl chimico-farmaceutico, mentre la quota di professionisti che operano con partita Iva si attesta al 37%. Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, quando il lavoro autonomo aveva registrato una crescita costante fino a diventare la forma contrattuale prevalente. Secondo gli autori dello studio, il ritorno del contratto dipendente potrebbe riflettere una maggiore attenzione verso la tutela professionale e la sicurezza economica in una fase di profonda trasformazione del settore.

L’Osservatorio evidenzia anche una crescita del reddito medio annuo, che raggiunge i 59.619 euro (+1,4% rispetto al 2025). Tuttavia permangono differenze rilevanti tra i diversi segmenti: gli informatori attivi nel comparto dei farmaci etici dichiarano un reddito medio superiore ai 70 mila euro, mentre chi opera nel settore nutraceutico si ferma poco sopra i 49 mila euro. Sul fronte delle condizioni lavorative emerge inoltre il tema dei benefit: il 79% dei professionisti con partita Iva dichiara di non ricevere alcuna forma di supporto aziendale, né in termini di auto aziendale né di strumenti informatici, telefonia o welfare.

Un altro elemento di rilievo riguarda il ritorno delle figure di coordinamento sul territorio. Il 68% degli informatori scientifici afferma infatti di essere affiancato dall’area manager durante l’attività professionale, contro il 25% rilevato nel 2025. Il dato suggerisce una rinnovata attenzione delle aziende verso il supporto diretto alle reti di informazione scientifica. L’indagine restituisce così l’immagine di una professione che mostra segnali di maggiore stabilità contrattuale, ma che continua a presentare significative differenze economiche e organizzative, soprattutto per chi opera come libero professionista.

La Redazione 

Source: ABOUTPHARMA