L’AI realtà nell’Ue: il primo report Oms fotografa diffusione, usi e ritardi normativi

L’intelligenza artificiale è già entrata nei sistemi sanitari europei e non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà concreta. È quanto emerge dal primo report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa, che fotografa l’utilizzo diffuso dell’AI nei 27 Paesi dell’Unione europea. Tutti gli Stati membri stanno investendo in questa tecnologia e, nella maggior parte dei casi, la utilizzano già nella pratica clinica quotidiana. L’obiettivo principale indicato dai Paesi è il miglioramento della qualità delle cure: circa il 74% utilizza sistemi basati su algoritmi per imaging diagnostico, individuazione delle malattie e supporto alle decisioni cliniche, mentre cresce anche l’impiego di chatbot e strumenti digitali per il coinvolgimento dei pazienti.

Accanto alla diffusione delle tecnologie, il report evidenzia però forti differenze sul piano della governance. Strategie nazionali, quadri normativi, aspetti etici e gestione dei dati sanitari risultano ancora molto eterogenei, così come la preparazione della forza lavoro. Secondo l’OMS, la rapidità con cui l’AI si sta diffondendo non è sempre accompagnata da adeguate garanzie regolatorie e organizzative, con il rischio di creare disomogeneità tra sistemi sanitari e criticità in termini di sicurezza, trasparenza e accountability. Il rapporto sottolinea inoltre che sistemi sviluppati senza un coinvolgimento significativo del pubblico potrebbero incontrare resistenze o persino ampliare le disuguaglianze sanitarie esistenti.

Il report arriva in un momento cruciale, con l’Unione europea impegnata nell’implementazione dell’AI Act, il primo quadro normativo completo dedicato all’intelligenza artificiale. In questo contesto, l’OMS-Europa invita i governi a investire in tre aree chiave: formazione della forza lavoro sui temi dell’AI, dell’etica e della governance dei dati; coinvolgimento trasparente di professionisti sanitari, pazienti e cittadini nelle politiche sull’AI; creazione di centri di eccellenza per testare tecnologie e sviluppare standard condivisi. L’obiettivo, conclude il rapporto, è coniugare innovazione, sicurezza e fiducia pubblica affinché l’intelligenza artificiale possa migliorare concretamente assistenza sanitaria, salute e benessere dei cittadini. 

La Redazione 

Source: ABOUTHPHARMA