AstraZeneca ha annunciato un investimento senza precedenti da 15 miliardi di dollari in Cina entro il 2030, con l’obiettivo di rafforzare in modo significativo le proprie capacità di ricerca, sviluppo e produzione di farmaci innovativi. L’operazione, presentata in occasione della visita ufficiale del Primo Ministro britannico Keir Starmer in Cina, consolida il ruolo del Paese come hub globale per l’innovazione biofarmaceutica e contribuisce al raggiungimento delle ambizioni strategiche aziendali al 2030. L’investimento punta a valorizzare l’eccellenza scientifica cinese, le infrastrutture di manifattura avanzata e le collaborazioni tra gli ecosistemi sanitario-scientifici di Cina e Regno Unito, con l’obiettivo di accelerare l’arrivo sul mercato di terapie di nuova generazione destinate non solo ai pazienti cinesi, ma anche a quelli di tutto il mondo.
Al centro della strategia vi sono cell therapy e radioconiugati, ambiti chiave per il futuro dell’oncologia, delle malattie ematologiche e delle patologie autoimmuni. AstraZeneca investirà lungo l’intera catena del valore, dalla scoperta dei farmaci allo sviluppo clinico fino alla produzione, rafforzando le partnership con alcune delle più dinamiche biotech cinesi, tra cui AbelZeta, CSPC, Harbour BioMed, Jacobio e Syneron Bio. Dopo l’acquisizione di Gracell Biotechnologies nel 2024, l’azienda diventerà inoltre la prima big pharma globale con capacità end-to-end di terapia cellulare in Cina. Il piano include anche l’espansione dei centri globali di ricerca e sviluppo di Pechino e Shanghai, che collaborano con oltre 500 ospedali clinici e hanno guidato numerosi studi clinici globali negli ultimi anni.
Parallelamente, verranno potenziati gli impianti produttivi già attivi a Wuxi, Taizhou, Qingdao e Pechino, con l’annuncio di nuovi siti nei prossimi anni. Nel complesso, l’investimento porterà la forza lavoro cinese di AstraZeneca oltre le 20.000 unità, generando migliaia di nuovi posti di lavoro nell’ecosistema sanitario. Dal punto di vista geopolitico e industriale, l’operazione rafforza la collaborazione tra Cina e Regno Unito nel settore delle life sciences, anche attraverso nuove sinergie con istituzioni accademiche come le università di Oxford, Glasgow e King’s College London e partner finanziari come HSBC. L’investimento è inoltre pienamente allineato con gli obiettivi del programma Healthy China 2030 e con l’agenda di “Common Health”, confermando il ruolo di AstraZeneca come attore chiave non solo industriale, ma anche di sanità pubblica globale, in un contesto in cui la Cina rappresenta il secondo mercato mondiale per l’azienda e un contributo crescente all’innovazione scientifica internazionale.
La Redazione
Source: PHARMASTAR