Oftalmologia: Alcon acquisisce LumiThera e si rafforza nella produzione di dispositivi medici

Alcon, azienda specializzata in dispositivi medici per la cura dell’occhio, ha concluso l’acquisizione precedentemente annunciata di LumiThera, Inc., ufficializzata dopo la comunicazione resa pubblica lo scorso luglio. L’operazione comprende l’integrazione del dispositivo Valeda, basato su fotobiomodulazione (Pbm) non invasiva, destinato al trattamento della degenerazione maculare legata all’età (Amd) nelle forme secca precoce e intermedia, oltre che per un particolare sottotipo di Amd secca tardiva caratterizzata da atrofia geografica non centrale. “Da quando Alcon – ha commentato Ian Bell, vicepresidente senior e direttore operativo di Alcon – è entrata nel settore della retina nel 1997, abbiamo concentrato i nostri sforzi principalmente in ambito chirurgico, offrendo prodotti e soluzioni all’avanguardia per la sala operatoria. Con l’arrivo di LumiThera e Valeda PBM in Alcon, ci occupiamo anche della clinica della retina e dell’Amd secca.Non vediamo l’ora di ampliare l’accesso e la disponibilità di Valeda Pbm, in modo che un maggior numero di pazienti affetti da Amd secca possa beneficiare di un intervento precoce”.

L’azienda ha spiegato che Valeda Pbm impiega una luce non fototossica attraverso tre lunghezze d’onda specifiche che hanno dimostrato sicurezza ed efficacia nei pazienti con Amd secca. Sono stati inoltre presentati i dati degli studi clinici Lightsite I, II e III, che hanno evidenziato un miglioramento dell’acuità visiva in quasi tutti i pazienti, senza riportare fastidi nel 97% dei casi. In particolare, lo studio Lightsite III, svolto in dieci centri negli Stati Uniti e basato su due anni di trattamento confrontato con una fototerapia di controllo, ha mostrato che i soggetti trattati con Pbm hanno registrato un incremento di una linea di acuità visiva Etdrs rispetto al valore iniziale ai mesi 13 e 21, mantenendo tale beneficio fino al 24° mese; inoltre, l’88% dei pazienti ha conservato o migliorato la vista rispetto alla condizione di partenza.

Il principio della Pbm consiste nell’utilizzo di luce a bassa intensità per stimolare la produzione di energia mitocondriale, favorendo il benessere cellulare retinico tramite tre lunghezze d’onda scientificamente validate; le sedute vengono eseguite in ambito clinico e non sono invasive. “Trattare precocemente – ha dichiarato Allen C. Ho, direttore della ricerca sulla retina presso il Wills Eye Hospital e presidente del comitato esecutivo dell’Alcon Research Institute (ARI), la degenerazione maculare senile secca (AMD) – prima dello sviluppo della malattia in fase avanzata – ha sempre avuto senso, ma non disponevamo di una tecnologia in grado di migliorare la vista fino all’introduzione del Valeda PBM”. Attualmente, Valeda PBM è disponibile negli Stati Uniti, in vari Paesi europei e in America Latina; Alcon ha inoltre manifestato l’intenzione di estenderne la diffusione in ulteriori mercati a partire dal 2026, subordinatamente alle autorizzazioni regolatorie.

Nel corso dell’anno, Alcon ha rilevato una quota di maggioranza di Aurion Biotech, azienda attiva nello sviluppo di terapie cellulari avanzate per patologie oculari, ed è in procinto di acquisire Lensar, comprendendo il sistema laser robotico per la cataratta Ally e le relative tecnologie software. Parallelamente, è stato siglato un accordo di fusione con Staar Surgical Company per incorporare la linea di lenti Evo (Evo Icl), progettate per correggere la miopia moderata o elevata, con o senza astigmatismo. Queste lenti intraoculari vengono posizionate tra iride e cristallino attraverso una procedura minimamente invasiva e reversibile, che non comporta la rimozione di tessuto corneale. La finalizzazione delle operazioni è prevista tra la metà e la fine del 2025.

La Redazione 

Source: ABOUTPHARMA