Roche archivia i primi nove mesi del 2026 con risultati economici positivi, sostenuti dalla costante domanda di terapie innovative e tecnologie diagnostiche. Al 30 settembre, i ricavi del Gruppo hanno raggiunto 46,493 miliardi di franchi svizzeri, registrando un incremento del 6% a tassi di cambio costanti (CER) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e dell'1% a cambi effettivi, con un terzo trimestre in accelerazione (+7% a cambi costanti). A trainare le performance è stata la divisione Farmaceutica con vendite per 36,212 miliardi di franchi (+7% CER), spinte da farmaci chiave quali omalizumab, emicizumab, ocrelizumab, pertuzumab/trastuzumab e faricimab nei settori dell'allergologia, dell'emofilia A, della sclerosi multipla, dell'oncologia mammaria e delle patologie retiniche. In ambito oncologico, la FDA statunitense ha approvato atezolizumab con chemioterapia adiuvante per il carcinoma del colon in stadio III con deficit MBR, a seguito dei dati dello studio di fase III ATOMIC che hanno evidenziato un dimezzamento del rischio di recidiva o decesso.
Parallelamente, la condotta clinica e regolatoria ha evidenziato progressi significativi in diverse aree terapeutiche strategiche. Nella sclerosi multipla, fenebrutinib ha ottenuto la revisione prioritaria negli Stati Uniti per le forme recidivante e primariamente progressiva grazie a dati favorevoli sulla riduzione delle ricadute e sul rallentamento della disabilità. Sul versante oftalmologico, oltre alle conferme di faricimab, l'Unione Europea ha dato il via libera all'impianto ricaricabile di ranibizumab per la degenerazione maculare neovascolare legata all'età. Risultati clinici di rilievo sono emersi anche per sefaxersen, che ha ridotto la proteinuria nella nefropatia da IgA in fase III, per mosunetuzumab nel linfoma follicolare e per tambotaug pelitecan nel carcinoma polmonare a piccole cellule recidivante.
Sul fronte della Diagnostica, la divisione ha generato ricavi per 10,281 miliardi di franchi svizzeri (+4% a cambi costanti), traguardo avvalorato dall'autorizzazione FDA per un test ematico basato sulla proteina pTau217 volto a supportare la diagnosi della patologia amiloide nell'Alzheimer. Il Gruppo ha inoltre risposto a emergenze sanitarie internazionali sviluppando test molecolari dedicati agli focolai di Cyclospora cayetanensis negli USA e di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Questo quadro di crescita è affiancato dal continuo potenziamento delle infrastrutture di R&D, testimoniato dagli investimenti strategici negli Stati Uniti e dall'inaugurazione del nuovo centro di ricerca di Boston focalizzato sulle patologie cardiovascolari, renali e metaboliche.
La Redazione
