L’Italia mantiene stabile il numero delle sperimentazioni cliniche autorizzate nel primo anno di piena applicazione del Regolamento europeo, mentre aumenta il peso degli studi internazionali. È quanto emerge dal 22° Rapporto nazionale sulle sperimentazioni cliniche dei medicinali pubblicato da AIFA, che descrive un sistema complessivamente stabile, pur evidenziando differenze tra le diverse tipologie di studi. Nel 2024 le sperimentazioni cliniche valutate sono state 751, di cui 669 autorizzate, pari all’89,1% del totale, mentre i dinieghi si sono attestati al 2,8%. Dei trial approvati, 608 sono studi internazionali, pari al 90,9% del totale, in crescita rispetto all’85,8% registrato nel 2023. Si riduce invece il peso delle sperimentazioni nazionali, che scendono al 9,1%.
L’oncologia si conferma l’area terapeutica con il maggior numero di studi autorizzati, pari a 248, e registra anche l’incremento più consistente rispetto al 2023 (+36). Seguono le malattie del sistema immunitario con 67 sperimentazioni, mentre si osserva una significativa flessione nell’area delle malattie del sistema nervoso, che perde 25 studi e si attesta a quota 43. In aumento, invece, le sperimentazioni dedicate alle malattie della pelle e del tessuto connettivo. Gli studi sulle malattie rare rappresentano il 28,1% del totale delle sperimentazioni autorizzate, con 188 trial su 669, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Nel panorama della ricerca clinica italiana continua a prevalere il ruolo delle organizzazioni profit. Secondo il Rapporto, l’85,1% delle sperimentazioni autorizzate è stato promosso da aziende farmaceutiche, mentre il restante 14,9% è riconducibile a ospedali, università, Irccs, fondazioni, associazioni scientifiche e aziende sanitarie. Nel corso del 2024 sono stati inoltre avviati 18 programmi di uso compassionevole, di cui dieci nell’area oncologica.
La Redazione
Source: DAILYHEALTHINDUSTRY