Sarà presto disponibile anche in Italia il primo farmaco biologico mirato per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una patologia che rappresenta una delle principali sfide sanitarie a livello globale: è la terza causa di morte nel mondo, con 3,5 milioni di decessi nel solo 2021. Nonostante l’impatto rilevante, la Bpco è ancora oggi ampiamente sottovalutata e sottodiagnosticata, anche a causa dell’età di insorgenza generalmente superiore ai 40 anni, dell’associazione con il fumo di sigaretta e della scarsa riconoscibilità del suo stesso nome. Questi temi sono stati al centro dell’evento “La Bpco ha un nuovo respiro”, organizzato il 30 gennaio a Milano da Sanofi e Regeneron, con l’obiettivo di mettere in luce il peso della malattia nella vita quotidiana di pazienti e caregiver, i bisogni ancora insoddisfatti e le nuove prospettive terapeutiche, come dupilumab, che sarà a breve rimborsato anche in Italia.
“La quotidianità di chi convive con la Bpco, specie nelle forme più gravi, è spesso dominata dalla ‘fame d’aria’ e dalla costante paura delle riacutizzazioni”, descrive Simona Barbaglia, presidente Respiriamo insieme Aps e caregiver di una persona con Bpco. “E’ una condizione che erige barriere invisibili: gesti semplici come fare una rampa di scale o uscire di casa diventano imprese impossibili - sottolinea - Sebbene il range di età dei pazienti sia ampio, si tratta per lo più di anziani, magari soli o la cui assistenza ricade su coniugi anch’essi in età avanzata e fragili, oppure sui figli. Il carico della patologia coinvolge dunque anche i caregiver, che devono supplire alla crescente mancanza di autonomia del paziente con un’assistenza continua che richiede pesanti sacrifici in termini di tempo, lavoro e vita privata. Poter accedere a una cura che può ridurre gli episodi acuti, causa di un’accelerata progressione, significa quindi molto di più che respirare meglio: significa restituire dignità e prospettive a intere famiglie, permettendo loro di recuperare una qualità di vita che la malattia aveva compromesso”.
Dupilumab, già approvato dall’Ema a luglio 2024, è un anticorpo monoclonale indicato come trattamento aggiuntivo di mantenimento per adulti con Bpco non controllata nonostante la terapia inalatoria ottimale e caratterizzata da un aumento degli eosinofili nel sangue. I dati clinici mostrano una riduzione significativa delle riacutizzazioni moderate e gravi, un miglioramento della funzione polmonare e della qualità di vita. “Le raccomandazioni Gold, frutto del lavoro di un gruppo internazionale di esperti sulla Bpco e recentemente ulteriormente aggiornate, pongono l’accento sul ruolo cruciale delle riacutizzazioni: aumentano il rischio di mortalità, accelerano la progressione della patologia e compromettono la qualità di vita”, afferma Alberto Papi. “In questo scenario - evidenzia - l’avvento di dupilumab segna la svolta terapeutica che attendevamo da decenni. Dupilumab è infatti il primo farmaco biologico ad agire su una popolazione mirata, che bloccando i pathway IL-4 e IL-13 riduce le riacutizzazioni associate e offre un'opzione innovativa per un miglior controllo della malattia e una riduzione del carico clinico-assistenziale".
La Redazione
Source: ADNKRONOS