Lo sviluppo delle biotech nei vari continenti

Uno studio di Mckinsey ha individuato quattro fattori chiave per misurare il grado si sviluppo dell'industria biotech, e dall'analisi della multinazionale americana della consulenza risulta che le biotech cinesi hanno riportato un giudizio molto basso in tutti questi fattori: riuscire a far sì che i talenti rimangano in patria, la capacità di attrarre investimenti dall’estero, il livello di innovazione e la qualità della R&S. Gli Stati Uniti, al contrario, hanno visto assegnato un voto alto ad ognuno di questi indicatori. Il biotech europeo si posiziona fra queste due grandi aree ma ha ridosso degli USA.

Secondo lo studio “Biotech in Europe: a strong foundation for growth and innovation” sempre di Mckinsey e pubblicato nell’agosto 2019, viene invece reso noto che per quanto riguarda il numero di brevetti registrati negli ultimi anni, i cinesi hanno raggiunto una leadership indiscussa. Infatti, tra il 2005 e il 2011 la Cina ha registrato 52 prodotti contro i 25 di Usa e i soli 7 dell’Europa, mentre tra il 2012 e il 2018, i cinesi hanno registrato 46 molecole, gli States 25 e l’Ue 18.

Inoltre, le aziende biotech europee possono essere suddivise in otto gruppi, e ben metà di esse rientrano in soli tre gruppi: servizi legati alla ricerca, immunoterapia, e malattie neurodegenerative. Il 20% delle biotech Usa, invece, rientrano nel gruppo delle terapie avanzate.

 

Dino Biselli

 

Photo by Sarah Pflug from Burst

Source: Aboutpharma