Dopo aver condotto una review su 27 studi che descrivono 31 modelli di predizione, un team di ricercatori guidati da Laure Wynants, dell’Università di Maastricht in Olanda è arrivato alla conclusione che gli attuali modelli di previsione su diagnosi e prognosi relativi al COVID-19 disponibili hanno un alto rischio di errore e le loro stime sono probabilmente ‘ottimistiche e fuorvianti’. Tale conclusione è contenuta in un’indagine pubblicata sul British Medical Journal, dove si sostiene che il team di ricercatori ha verificato che i metodi usati per mettere a punto e testare questi metodi non sono chiari e, nella peggiore delle ipotesi sono imperfetti. Il suggerimento è quello di non fare affidamento su di essi, almeno finché non saranno adeguatamente testati
Non siamo stati in grado di identificare alcun modello predittivo che ci dica chi ha/non ha il COVID-19 o chi probabilmente ne morirà o vivrà, che sia abbastanza buono da supportare decisioni nella pratica clinica a livello di triage
I fattori predittivi di COVID-19 più comunemente usati nei casi sospetti erano età, temperatura corporea, segni e sintomi, mentre per la prognosi i fattori presi in considerazione più di frequente erano età, sesso, risultati della TAC, livelli di proteina C reattiva e lattico-deidrogenasi e conta dei linfociti.
Dino Biselli
Source: Daily Health Industry