Analisi di Adecco Life Science sull’evoluzione della professionalità post-Covid

La trasformazione che sta caratterizzando l’industria life science, spinta principalmente dall’innovazione digitale ed accelerata a causa degli effetti del Covid-19, sta favorendo una rapida e graduale digitalizzazione della catena del valore del farmaco. L’impiego di soluzioni di Artificial Intelligence, machine learning e nuovi modelli di simulazione computazionale permetteranno di accelerare la produzione di nuovi farmaci, mentre l’analisi dei dati in tempo reale servirà ad ottimizzare non solo le attività produttive, ma anche un migliore engagement di pazienti, caregiver e classe medica.

A beneficiare di tale trasformazione saranno anche, e soprattutto, i pazienti, i quali porranno sempre maggiore attenzione al monitoraggio della propria salute e aumenteranno la loro consapevolezza sull’importanza della Patient journey intrapresa.

Il futuro sarà caratterizzato dall’utilizzo di strumenti di telemedicina, in particolare su applicazioni fondate sul Data-driven patient engagement (la capacità di indirizzare verso l’appropriato percorso di cura utilizzando l’intelligenza artificiale e la robotica), sull’assistenza medica sincrona e asincrona (come visite virtuali, tele-prescrizioni, e self-management tools, insieme a cure domiciliari e attività di training ed education al percorso terapeutico svolte in modalità distant), e sull'Home-based patient engagement and support (ossia la gestione dei percorsi di cura e monitoraggio da remoto, con o senza wearable devices).

Come sottolineato dagli esperti della Life Science Division di The Adecco Group, ciò pone la necessità di sviluppare delle nuove competenze fra coloro che operano in questo ambito. Già prima della pandemia era stato rilevato un incremento costante di richieste di talenti con un digital mindset in ogni area aziendale, con la necessità parallela di mettere a sistema attività di attraction per valorizzare il proprio brand e per farsi scegliere dalla nuova generazione, quella attiva sui social. 

Il nuovo volto dei professionisti del life science sarà ricercato a tutti i livelli delle organizzazioni, non solo negli ambiti specialistici o tecnologici. Nei prossimi anni si stima che nasceranno oltre cento nuove professionalità, accompagnate da ruoli non necessariamente identificati in passato nel settore delle scienze della vita. In particolare, nei prossimi cinque anni si stima che la richiesta di profili come data scientists, data analysts e data engineers sarà quattro volte maggiore dell’effettiva disponibilità sul mercato.

Ciò pone un problema di formazione, che assumerà un’importanza cruciale. La riqualificazione della forza lavoro interna attraverso una formazione ad hoc, pianificando ed attuando un sistema di attività di Up-skilling e Re-skilling, diventerà a breve una vera e propria necessità.

 

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Dino Biselli

Source: Aboutpharma