Caratteristiche della variante Delta del Sars-Cov2 e perché bisogna temerla

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale Covid-19 della Cabina di regia ha affermato che nelle prossime settimane la variante Delta del Sars-Cov2, che può essere fino al 110% più contagiosa, diventerà dominante nel nostro paese.

Oltre alle difficoltà che ciò potrebbe comportare per la tenuta del nostro SSN, esiste un dibattito all’interno della comunità scientifica relativamente all’efficacia dei vaccini: il vaccino anti Covid monodose di Janssen "ha dimostrato una risposta immunitaria duratura e ha generato risposte anticorpali neutralizzanti contro la variante Delta e altre varianti di Sars-CoV-2 che destano preoccupazione" almeno secondo gli studi pubblicati su New England Journal of Medicine da parte della stessa azienda. L'efficacia del vaccino Pfizer contro la variante Delta, invece, pare essere più debole, secondo i risultati ottenuti da studi dedicati eseguiti in Israele.

Secondo l'Ema la variante Delta a fine agosto rappresenterà il 90% dei casi di coronavirus nell'Ue, e sia l’agenzia europea dei farmaci che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ritengono che il mix tra vaccini si presenta come sicuro ed efficace. Tuttavia, la rapida diffusione della variante in Europa preoccupa perché potrebbe ostacolare gli sforzi per controllare la pandemia". Secondo il documento Ema-Ecdc, la variante Delta "è dal 40% al 60% più trasmissibile rispetto alla precedente variante Alpha e può essere associata a un rischio più elevato di ospedalizzazione", e l'Ecdc stima che entro la fine di agosto la variante Delta rappresenterà il 90% di tutti i virus Sars-CoV2 che circolano nell'Ue. 

A livello di sintomi la variante Delta pare essere più impattante sull'organismo. Tosse, raffreddore, mal di testa e mal di gola, febbre, dolori muscolari, diarrea, stanchezza e spossatezza, ovvero i primi segnali della presenza del coronavirus nelle persone, sono di solito più forti. E di conseguenza anche i tempi di guarigione ne risentono.

 

Dino Biselli

Source: PharmaKronos