Il Direttore Generale di Aifa, Nicola Magrini, ha affrontato molti argomenti legati alla gestione della pandemia di Covid-19 durante un suo intervento durante la presentazione dell’edizione 2020 dell’Osservatorio sui farmaci generici, realizzato dalla società di studi economici Nomisma per Egualia.
Sui media ha fatto breccia in particolare la frase con la quale ha voluto sottolineare con forza che le agenzie regolatorie faranno le loro valutazioni sul vaccino anti Sars-Cov2 non sulle notizie pubblicati sui mezzi di comunicazione ma sui dati che verranno loro trasmesse dalle aziende impegnate nei trial clinici vaccinali. Tuttavia, il Dottor Magrini ha affrontato anche altri temi:
- è necessario che ci sia sempre un maggiore coinvolgimento europeo nei processi di registrazione di nuovi farmaci e vaccini, e Aifa può contribuire fattivamente a che ciò avvenga;
- la stretta collaborazione che si è instaurata in questi mesi con il sistema produttivo è stata un fattore molto importante;
- il cortisone si è dimostrato straordinariamente benefico contro la Covid-19 del cortisone: si tratta di un farmaco dimenticato perché oltre le due settimane di trattamento provoca qualche danno, ma non in cinque giorni di terapia poiché è l’unico farmaco che ha ridotto la mortalità dei pazienti.
Non ci sono farmaci dimenticati: l’aspirina che ha oltre 100 anni o l’insulina che ha 100 anni sono tra i farmaci migliori di cui disponiamo. Il distinguo molto consumistico tra farmaci nuovi e vecchi non alberga in Aifa e non esiste. I farmaci sono o utili o inutili. Quando diventano molto efficaci l’industria li chiama innovativi, noi li chiamiamo essenziali.
Riguardo l’impiego di farmaci generici, Magrini ha sottolineato che il Sud Italia ne fa scarsissimo uso, quantificabile a circa la metà di quanto utilizzato nel Nord Italia. Secondo Magrini ciò denota anche un problema culturale che potrà essere migliorato con la messa in atto di strumenti educativi e informativi.
Infine, Magrini ha affermato che si è posto come obiettivo del suo mandato quello di incardinare Aifa nel Sistema sanitario nazionale, non solo per quello che riguarda l’approvazione iniziale di farmaci ma anche nel monitoraggio della loro capacità e disponibilità, senza dimenticare di offrire supporto alle Regioni per aumentare l’omogeneità a livello nazionale in termini di efficienza economica, sostenibilità e di capacità di accesso.
Dino Biselli
Source: Daily Health Industry