Con il progressivo attenuarsi della fase di emergenza causata dalla diffusione dell’infezione da COVID-19, già da qualche settimana le forze politiche e sociali italiane si stanno confrontando su come affrontare la ripartenza delle attività economiche e sociali, la cosiddetta Fase 2.
Proprio per capire come affrontare questa fase, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, coordinato dal Professor Walter Ricciardi, Direttore dell’Osservatorio e Ordinario di Igiene all’Università Cattolica, e dal Dottor Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio, ha effettuato una analisi con l’obiettivo di individuare, non la data esatta, ma la data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi, basandosi sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione Civile dal 24 febbraio al 17 aprile.
Le proiezioni pubblicate dall’Osservatorio, ed elaborate su modelli statistici, stimati per ogni Regione, di tipo regressivo e non sono di tipo epidemiologico, hanno tenuto in considerazione i provvedimenti di lockdown introdotti dai DPCM. Ciò significa che eventuali misure di allentamento del lockdown, con riaperture delle attività e della circolazione di persone che dovessero intervenire a partire da oggi, renderebbero le proiezioni non più verosimili.
Le prime regioni ad uscire dal contagio dovrebbero essere la Basilicata e l’Umbria, che il 17 aprile contavano rispettivamente solo 1 e 8 nuovi casi, mentre le ultime sarebbero le Regioni del Centro-Nord nelle quali il contagio è iniziato prima. In Lombardia l’azzeramento dei nuovi casi non avverrà prima del 28 giugno, nelle Marche non prima del 27 giugno. Infatti, per entrambe le Regioni il trend in diminuzione è particolarmente lento. La PA di Bolzano dovrebbe avvicinarsi all’azzeramento dei contagi a partire dal 28 maggio, nonostante il numero di contagi osservati complessivamente sia basso in valore assoluto (29 casi il 18 aprile): il problema è che il trend dei nuovi casi sta scendendo con particolare lentezza. Nella Regione Lazio occorrerà attenderealmeno il 12 maggio, nel Sud Italia l’azzeramento dei nuovi contagi dovrebbe iniziare ad avvenire tra la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio.
Per tali motivi l'Osservatorio suggerisce che il passaggio alla “fase 2” dovrebbe avvenire in maniera graduale e con tempi diversi da Regione a Regione, in quanto una eccessiva anticipazione della fine del lockdown, con molta probabilità, potrebbe “riportare indietro le lancette della pandemia” e vanificare gli sforzi e i sacrifici sin ora effettuati”.
Dino Biselli
Source: Quotidianosanita.it