Effetti Covid: le grandi farmacie soffrono di più delle piccole

In questo frangente di rinnovata emergenza da infezioni da Covid-19 anche il mercato della farmacia sta subendo gli effetti del comportamento dei consumatori. Dai dati di Iqvia Italia continuano ad arrivare conferme sul fatto che attualmente sono le piccole farmacie a “reggere” nettamente meglio delle grandi lo scenario mutevole del mercato. Infatti, nei 12 mesi che terminano ad agosto le 6.400 farmacie che possono essere considerate a basso fatturato (e che mettono assieme il 14% del giro d’affari registrato nel periodo dal canale) sono cresciute del 4%; in maniera speculare, le 6.400 farmacie a più alto fatturato (e generano il 56% del giro d’affari complessivo) hanno perso il 4%, mentre le restanti 6.400 della fascia media (30% del sell-out a valori) hanno registrato una contrazione del 2%.

Le piccole farmacie stanno avendo risultati migliori delle grandi in quanto durante il lockdown le grandi superfici hanno sofferto per la loro ubicazione, poiché solitamente posizionate lontano dai centri residenziali; e anche con la fase due e la riapertura, il timore del contagio ha convinto molti consumatori a preferire ancora i piccoli esercizi poco frequentati, mentre le grandi farmacie hanno subito gli effetti dello smartworking e del lavoro agile.

Nei primi sei mesi del 2020 le farmacie hanno battuto in media un numero di scontrini inferiore dell’8,9% al semestre subito precedente (il secondo del 2019) e del 4,3% al primo dello stesso anno. In controtendenza invece il valore medio dello scontrino, che nel trimestre aprile-giugno è cresciuto fino a 30 euro e nel semestre gennaio-giugno è cresciuto del 7,6% rispetto ai sei mesi precedenti e dell’8% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Ciò significa che i clienti entrano di meno in farmacia ma spendono di più per visita.

 

Dino Biselli

Source: Pharmacyscanner