La cerimonia organizzata da Eli Lilly, per festeggiare il compleanno dei suoi sessant’anni di presenza in Italia, è stata l’occasione durante la quale sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta dall’area Salute e Welfare della Fondazione Censis e dedicata alla reputazione delle aziende farmaceutiche.
L’indagine del noto istituto di ricerca, i cui risultati sono stati ottenuti attraverso i dati raccolti su di un campione composto da 1.500 concittadini e presentati dalla Dottoressa Ketty Vaccaro, ha offerto quadro di opinioni molto polarizzato. Intatti, una parte del campione (dal 30 al 40% circa) che riconosce il valore innovativo del prodotto farmaco nel miglioramento della salute dei pazienti e il contributo positivo svolto dall’industria nell’ambito della ricerca e sviluppo nel campo della salute. Di diverso avviso un’altra parte del campione (dal 35% al 45% circa) che ritiene che le aziende farmaceutiche concentrino la loro azione solo in produzioni che gli facilitino la ricerca del profitto, e che imputa loro i prezzi elevati e la scarsa accessibilità ai nuovi farmaci.
Nelle sue conclusioni, il Censis sottolinea che certamente esistono delle tare “culturali” nella società che individua le imprese del farmaco come soggetti che lucrano sulla salute, ma anche (e soprattutto) che l’industria si trova a dover colmare delle significative carenze in ambito comunicativo. Ciò significa che le aziende farmaceutiche si dovrebbero impegnare maggiormente nel migliorare la loro immagine sociale, mettendo in atto nuove strategie comunicative in grado di informare in modo trasparente sul loro ruolo nella lotta alle malattie e nella ricerca.
Source: Dino Biselli