Anche se buona parte della popolazione italiana lo ignora, il settore del life science è uno dei principali traini dell’economia italiana e, a conferma di ciò, il position paper intitolato “Il ruolo dell’Ecosistema dell’Innovazione nelle Scienze della Vita per la crescita e la competitività dell’Italia”, redatto da The European House Ambrosetti e presentato durante la quinta edizione del Technology forum life sciences che ha avuto luogo il 25 settembre a Milano, riporta dati ed analisi utili per prendere coscienza di questo dato di fatto.
A parte i ragguardevoli dati relativi al valore della produzione farmaceutica (32,2 miliardi di Euro) e all’ammontare degli investimenti in R&S del settore (che hanno raggiunto i 6 miliardi di Euro), nel report si sottolinea che il settore life science è il più attrattivo in Italia, con investimenti in Venture capital e Private equity tra le imprese high-tech, pari a quasi 900 milioni di Euro e al 58% del totale degli investimenti effettuati nel 2018.
Per consolidare questi risultati e affrontare la sfida globale che le innovazioni tecnologiche stanno imponendo al settore, prima fra tutte l’intelligenza artificiale, The European House Ambrosetti ha proposto sei azioni prioritarie da intraprendere quanto prima:
- Definizione di un piano strategico per la ricerca e costituzione di un’agenzia nazionale apposita;
- Aumento degli investimenti nazionali in R&D;
- Realizzazione di un master per il Trasferimento tecnologico;
- Promozione di programmi di sviluppo delle competenze tecnologiche del futuro e creazione di una piattaforma Open innovation;
- Incentivazione della manifattura avanzata nel Life science.
Dino Biselli
Photo by Sarah Pflug from Burst
Source: Aboutpharma