L’imbuto formativo dei giovani medici: ricerca Als

La carenza di medici è una delle più gravi minacce che il servizio sanitario nazionale già oggi si trova a dover affrontare. Ma quali sono le cause di tale carenza? Certamente esiste una carenza di base dovuta ad un’errata programmazione del numero studenti ammessi annualmente ai posti a numero chiuso delle Facoltà di Medicina delle Università italiane. Tuttavia una ricerca condotta dall'Associazione liberi specializzandi (Als) sposta l’attenzione su una fase successiva a quello della laurea, denunciando l’esistenza di un vero e proprio imbuto formativo: ad oggi ci sono 9.036 medici, di cui il il 76% ha meno di 35 anni, che potrebbero contrastare la desertificazione dei medici specialisti prevista negli anni a venire, che pur essendo laureati e abilitati sono rimasti esclusi dalla formazione specialistica.

I medici nel cosiddetto imbuto formativo sono quei professionisti laureati e abilitati, iscritti sia a un concorso delle specializzazioni che della Medicina generale, che risultino "non vincitori" o non assegnatari di una borsa di specializzazione e non iscritti a una scuola di formazione in medicina generale e che allo stesso tempo non siano in formazione o non abbiano un titolo post laurea che risulti all'anagrafica della Fnomceo

Sono tre i canali che alimentano l’imbuto informativo: giovani medici rimasti fuori dal concorso Ssm 19 per le borse di specializzazione, che riunisce i dottori decaduti dal concorso per specializzandi e che non abbiano partecipato a quello per la Medicina generale 2018 (quantificati in 4.309 persone); medici che non sono diventati corsisti in medicina generale e non hanno partecipato all'ultimo concorso per la specialistica (1.715); medici che hanno partecipato a entrambi i concorsi ma non hanno vinto né una borsa specialistica né l'iscrizione alla scuola di formazione in Medicina generale (3.012).

Altra fonte di spreco segnalata dallo studio Als è quello delle borse per la specialistica che vanno "perse" ogni anno, quantificate in 500 circa, in seguito a rinunce o per il passaggio alla medicina generale. Nonostante lo scorso anno sono state in parte recuperate queste risorse, andando a finanziare circa 900 delle 1.800 borse aggiuntive per la specialistica assegnate dalla legge di Bilancio per il 2019, il problema di fondo permane. La formazione "a silos" ha determinato una perdita di 1.621 borse negli ultimi tre anni unicamente per le specializzazioni (escluse quindi quelle della medicina generale) dovute per il passaggio ad altra scuola.

 

Dino Biselli

Source: Barbara Gobbi su il Sole 24 Ore Sanità