Un interessante punto di vista sul mercato dei farmaci generic ed equivalenti è stato fornito durante un tavolo di confronto dal titolo “Il valore sociale del farmaco equivalente”, che si è tenuto durante la SUMMER SCHOOL 2021 organizzata da Motore Sanità.
In tale occasione, che ha visto il susseguirsi degli interventi di Ugo Trama, Responsabile Politiche del farmaco e dispositivi della Regione Campania, Francesco Colasuonno, Funzionario Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per Tutti, Servizio politiche del farmaco della Regione Puglia, Walter Locatelli, membro del Collegio Probiviri FIASO e già Commissario Alisa Regione Liguria, e Umberto Comberiati, Business Unit Head Teva, si è cercato di individuare quali strategie mettere in campo per aumentare l’impiego di farmaci equivalenti.
Infatti, l’uso dei farmaci equivalenti ad oggi è pari al 39,6% del totale dei farmaci venduti, al di sotto della media europea, e con notevoli differenze tra Nord, Centro e Sud Italia. I dati mostrano, in effetti, che l’Italia resta decisamente indietro in questo mercato rispetto agli altri paesi europei come Gran Bretagna (53,2%), Germania (45,7%), Francia (45,5%), Spagna (42,3%). Nel 2019, l’83,7% di farmaci utilizzati dal sistema sanitario italiano nella farmaceutica convenzionata sono stati equivalenti, di cui il 53% farmaci a brevetto scaduto generici branded e il 30,6% equivalenti.
Infine, l’analisi dei consumi per area geografica nei primi nove mesi 2019 rileva che il consumo degli equivalenti di classe A è risultato concentrato al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) ed al Sud Italia (22,4%; 18,1%).
Dino Biselli
Source: AdnKronos