Si chiama tocilizumab, è un farmaco già in commercio utilizzato per l’artrite reumatoide, e in questi ultimi giorni è diventato una delle possibili cure contro il COVID-19. Tocilizumab, brevettato e prodotto da Roche, è un anticorpo monoclonale che agisce come antinfiammatorio: non permette all'interleuchina-6 di legarsi ai suoi recettori, così riducendo l'infiammazione nei pazienti con artrite reumatoide o nei pazienti oncologici che presentano la sindrome da rilascio di citochine in seguito alla somministrazione di una terapia CAR-T. Poiché anche nei casi gravi di polmonite interstiziale causati da CoViD-19 si verifica la cosiddetta sindrome da rilascio di citochine, tocilizumab risulta essere una terapia che, pur non attacando il virus, agisce contro una delle reazioni che l’organismo attiva come meccanismo di difesa nei confronti del virus (la risposta infiammatoria).
Risultato essere già efficace in alcuni casi di utilizzo in Cina, cinque giorni fa, grazie ad una collaborazione tra l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “Pascale” di Napoli e l'Azienda Ospedaliera dei Colli, tocilizumab è stato utilizzato su due pazienti affetti da polmonite severa con ottimi risultati già dopo 24 ore. A seguito di ciò, una task force di esperti ha sviluppato un protocollo nazionale per estendere l’impiego off-label di tocilizumab nei pazienti contagiati da Coronavirus in condizioni molto critiche.
Proprio a seguito di questi risultati incoraggianti, l’Amministratore Delegato di Roche, Maurizio De Cicco, ha inviato una lettera al ministro della Salute e a tutti i Presidenti delle Regioni, garantendo che il farmaco sarà reso disponibile gratuitamente per “uso compassionevole” ai casi più gravi di Coronavirus, fatte salve le scorte necessarie a consentire che i pazienti che lo ricevono per la cura delle patologie per cui è autorizzato. Inoltre, il Dottore De Cicco ha proposto al personale di Roche Italia di poter diventare “volontariato di competenza”, attraverso l’offerta di supporto/consulenza telefonica alla cittadinanza in collaborazione con la Protezione Civile e le Associazioni di Volontariato. Infine, la multinazionale svizzera si impegna a donare un milione di euro per l’acquisto di materiale utile per la gestione dei pazienti nei reparti di Terapia intensiva e per la dotazione di dispositivi di sicurezza individuale ai Medici di Medicina Generale.
Dino Biselli
Source: La Repubblica