Lo scorso 9 luglio ha avuto luogo il webinar organizzato da Frezza & Partners dal titolo “Job in Medical Devices”, durante il quale è stata presentata la “Survey HR”, un’indagine dedicata all’evoluzione del mercato del lavoro e delle figure professionali richieste dall’industria dei dispositivi medici in Italia, un settore che genera 16,5 miliardi di Euro di valore attraverso 3957 aziende che occupano 76.500 dipendenti.
Da tale indagine, condotta su quasi 250 aziende del settore che presentavano la presenza di almeno 10 unità di personale ed un fatturato di almeno €10 mln annui, risulta che il profilo tipo dell’azienda medical device italiana realizza un fatturato tra 11 e 50 milioni di Euro annui ed ha un numero di dipendenti che oscilla tra i 10 e i 50. E’ molto concentrata nel far fronte a “progetti non strutturali” non connessi direttamente al core business e fa fatica ad individuare le risorse adatte, (specie CEO e figure di middle management) da impiegare nelle aree operation, vendite, marketing, clinica,medica e qualità. Infine, si tratta di un’azienda che distribuisce sul territorio nazionale i prodotti realizzati all’estero, anche se non mancano aziende con siti produttivi nazionali.
Prima del lockdown da COVID-19 il settore stava registrando una crescita costante, e l’83% delle aziende ha dichiarato di aver avuto difficoltà nella ricerca e selezione per i ruoli apicali per risorse operanti nel comitato esecutivo, nell’area della finanza e a livello di business management, oltre che nel reclutamento di ruoli manageriali e professionali soprattutto per quel che riguarda i process engineering, i product specialist, i clinical specialist, e i market access specialist.
Con la diffusione della pandemia molti amministratori di azienda sono rimasti sorpresi dalla capacità di resilienza delle proprie organizzazioni aziendali che, almeno per la parte amministrativa e commerciale, sono riuscite ad adeguarsi in modo repentino al lavoro da remoto. L’area che ha sicuramente subito le criticità più rilevanti è stata quella relativa al personale commerciale, tanto da costringere diverse aziende ha dare indicazioni al proprio personale di stare fermi a casa e recarsi dal cliente solo su espressa richiesta di quest’ultimo.
Inoltre, diverse aziende si aspettano una forte riduzione del fatturato in questo 2020, nonostante, invece, le aziende produttrici di device utilizzati nell’emergenza hanno dovuto portare la produzione su ciclo continuo per l’elevata richiesta. Per il futuro stanno emergendo indicazioni non troppo rassicuranti: le Corporate sono sostanzialmente consapevoli di perdere quest’anno e cercaranno di riprendersi nel 2021. Tuttavia se proprio nel 2021 non si dovesse essere in grado di recuperare le posizioni di partenza, molte di esse valuteranno seriamente la presenza della propria subsidiary in Italia. In più, pare inevitabile che alcuni processi di lavoro saranno rivisti al termine della crisi, e tali riorganizzazioni non potranno non incidere sugli organici.
Dino Biselli
Source: Pharmastar