Appare abbastanza chiaro che il 2020 sarà ricordato come uno degli anni peggiori dal dopoguerra, in Italia e in Europa, in tutti gli ambiti della società, ed in particolare in quelli economico ed industriale.
Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto sui settori industriali redatto da Intesa Sanpaolo e Prometeia che, ha causa delle misure cautelative anti Covid-19 di questa primavera e di quelle di prossima adozione, ha stimato una caduta del 14,3% del fatturato manifatturiero in media d'anno, a prezzi costanti. Lockdown e clima di crescente incertezza sono i due fattori che stanno rischiando di frenare i consumi, soprattutto nei settori duramente colpiti nella prima fase pandemica (turismo e servizi ricreativi, ristorazione, trasporti, abbigliamento), con riflessi a cascata nei settori industriali connessi (produzione di mezzi di trasporto e moda su tutti). Anche il ciclo degli investimenti potrebbe subire ulteriori significative battute d'arresto, soprattutto nella componente macchinari e mezzi di trasporto.
L’unica eccezione in questo quadro abbastanza cupo è rappresentata dal comparto farmaceutico, che grazie a una domanda mondiale trainante, secondo le stime degli economisti nel 2020 segnerà un incremento del +3.9%.
Dino Biselli
Source: La Repubblica