Nell’ultimo di una serie di articoli pubblicati su Clinical Pharmacology & Therapeutics, il vertice dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) delinea il futuro della farmacovigilanza dell’impatto che le nuove tecnologie digitali avranno su di essa. In particolare, l’innovazione digitale consentirà di raccogliere i dati sulle sospette reazioni avverse con un’efficienza molto superiore a quella attuale. Infatti, l’enorme quantità di dati che sarà a disposizione degli enti regolatori permetterà di misurare sul campo l’efficacia reale dei medicinali nel loro contesto applicativo e l’utilizzo delle tecnologie instaurerà una migliore collaborazione tra autorità regolatorie, medici e pazienti.
Tre le principali linee di sviluppo che, con molto probabilità, saranno implementate nei prossimi dieci anni: un miglior utilizzo degli Individual case safety reports (ICSR), la cui struttura potrebbe venire migliorata rispetto ad oggi per poter catturare meglio i problemi emergenti per la sicurezza dei medicinali; l’adozione di un un processo pro-attivo in seguito ad una sempre maggiore attenzione nella pianificazione di tutte le attività di farmacovigilanza ancor prima che un nuovo prodotto arrivi sul mercato: un passaggio essenziale per far sì che l’autorità regolatoria possa esercitare in tempo reale il proprio ruolo decisionale; la produzione di nuovi insights che è un punto chiave del funzionamento degli algoritmi dell’intelligenza artificiale che analizzano i “big data”.
Riguardo invece l’aspetto della comunicazione sui medicinali gli esperti di Ema ritengono che in breve tempo il foglietto informativo sarà reso disponibile in formato elettronico, così da permetterne l’aggiornamento in tempo quasi reale e da consentire di sfruttare al meglio i sistemi di supporto decisionale per quanto riguarda la prescrizione e l’uso dei farmaci.
Dino Biselli
Source: NCF - Notiziario Chimico Farmaceutico