Con la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, il marketing farmaceutico negli Stati Uniti si confronta con un quadro normativo sempre più articolato. Alcuni Stati, tra cui California, Colorado e Nord Carolina, stanno introducendo regole specifiche su trasparenza, gestione dei bias algoritmici e ruolo dell’essere umano nei processi decisionali basati sull’AI. In questo contesto, diventa centrale garantire che i pazienti siano informati quando interagiscono con sistemi di intelligenza artificiale e possano scegliere di non farlo, assicurando al tempo stesso la presenza di supervisione umana lungo l’intero processo decisionale. Le normative statali vietano inoltre che chatbot o assistenti digitali inducano gli utenti a credere di essere medici o operatori sanitari. In California, una legge entrata in vigore a gennaio impone l’utilizzo di disclaimer chiari per identificare l’AI e richiede di fornire indicazioni per contattare un professionista umano. Misure analoghe sono in fase di valutazione in altri Stati: tra queste, in Nord Carolina è stata proposta l’introduzione di licenze specifiche per i chatbot sanitari, a conferma di una crescente attenzione alla regolamentazione di questi strumenti.
Un ulteriore tema cruciale riguarda il bias algoritmico. Se addestrata su dati incompleti o distorti, l’intelligenza artificiale può amplificare disuguaglianze già esistenti, influenzando i percorsi di cura o suggerendo trattamenti in modo non equo. Per affrontare questo rischio, una legge del Colorado prevede valutazioni annuali dell’impatto dei sistemi di AI e garantisce la possibilità di revisione umana per le decisioni più rilevanti. In parallelo, le aziende sono chiamate ad aggiornare costantemente le proprie linee guida interne e a monitorare l’evoluzione normativa anche a livello internazionale, come nel caso dell’EU AI Act.
La Redazione
Source: DAILYHEALTHINDUSTRY