La Commissione UE e la carenza di farmaci

La carenza di farmaci non è solamente un problema italiano ma riguarda in varia misura tutti i paesi dell’Unione Europea. Le ragioni di questo fenomeno possono essere molteplici: problemi di fabbricazione, esistenza o meno di quote di settore, commercio parallelo legale, e problematiche legate al prezzo dei farmaci (quest’ultimo fattore è di competenza degli Stati membri).

In uno dei suoi atti politici da Commissario UE alla Salute, Vytenis Andriukaitis ha risposto ad un’interrogazione presentata presso il Parlamento Europeo lo scorso 15 luglio proprio su questo tema, facendo presente che la Commissione UE è attivamente impegnata nell’analisi del fenomeno e nell’individuazione di soluzioni in grado di contrastarlo.

L’ormai ex Commissario Andriukaitis, precisando la varietà delle cause che possono influire sul verificarsi di carenze di farmaci, ha voluto però specificare che la legislazione UE prevede che i titolari dell’AIC devono informare le autorità degli Stati membri almeno due mesi prima del ritiro, in via permanente o temporanea, del loro prodotto dal mercato, specificandone i motivi. Inoltre, i titolari dell’AIC hanno anche l’obbligo di fornitura continua in modo da soddisfare le esigenze dei pazienti per i medicinali immessi in uno specifico mercato UE. Ciò comporta che il verificarsi di una deliberata carenza di farmaci, che, ad esempio, può crearsi a causa di un rifiuto di fornitura, può essere considerata una violazione delle regole di concorrenza europee e nazionali.

 

Dino Biselli

Source: Quotidianosanita.it