Giovedì 7 marzo ha avuto luogo l’assemblea pubblica di Confindustria Dispositivi Medici incentrata sul tema “Insieme per la sanità del futuro”. Si è trattata della prima assemblea tenuta da Nicola Barni, il neo Presidente dell’associazione di rappresentanza dei produttori di dispositivi medici .
Durante l’evento è emerso che da un lato, il settore italiano dei dispositivi medici è in crescita con un incremento dell’export del 3,5% della domanda pubblica del 6,7%. Cifre che testimoniano una vitalità che non può essere ignorata. Dall'altro, l'ombra del payback e la mancanza di una politica industriale lungimirante rischiano di soffocare l'innovazione e di impoverire un settore molto importante per l’economia dell’intero paese. Infatti, gli investimenti in ricerca e sviluppo sono in calo del 30,1%, sebbene siano presenti sul territorio 4.641 aziende e 117.607 dipendenti,
Proprio partendo da questi presupposti, il Presidente Barni ha presentato una proposta di modifica della governance dei dispositivi medici. Sono tre i pilastri su cui si fonda questo nuovo modello:
- Programmazione sanitaria non più incentrata sulle singole prestazioni ma per patologia.
- Riconfigurazione dei tetti di spesa, adeguandoli alle reali esigenze di salute e al progresso tecnologico;
- Un metodo di valutazione delle nuove tecnologie sanitarie HTA, che assicuri un accesso rapido a tutte quelle innovazioni che hanno ricevuto parere positivo, per migliorare da subito la cura per i pazienti.
“In questo quadro il superamento del payback è una priorità assoluta per scongiurare un grave impatto sul settore e sul sistema salute. Ciò è ancora più urgente alla luce del Decreto ministeriale che impone il pagamento dello 0,75% sul fatturato. Siamo favorevoli al fatto che vengano sostenute l’innovazione e l’HTA, ma la misura, e le richieste di contributo da parte delle imprese, devono essere inserite in una cornice che contempli una visione organica, quindi una governance strutturata dei dispositivi medici. Occorre, dunque, ricomprendere il superamento del payback, il prelievo dello 0,75% e in generale le politiche industriali in un unico grande disegno strategico che bilanci la sostenibilità economica con lo sviluppo delle imprese nel Paese. Tutto ciò può essere affrontato solo insieme agli attori della salute perché solo unendo le forze possiamo aspirare a un futuro per i pazienti e per l’economica italiana.”
A tal riguardo, la prima udienza della Consulta che si terrà il prossimo 22 maggio sarà una tappa fondamentale, in quanto dovrà chiarire se le aziende dovranno pagare un miliardo per gli sforamenti del tetto di spesa per gli anni 2015-2018 dopo che il Tar Lazio ha rimesso la questione alla sua attenzione, pronunciandosi quindi sul profilo di legittimità della norma sul payback.
La Redazione
Source: Daily Health Industry