Assosalute ha reso noto i risultati 2022, ottenuti attraverso i dati di IQVIA Italia, del segmento di mercato dei medicinali senza obbligo di prescrizione. L’anno che si è appena concluso ha rafforzato l’andamento positivo che ha avuto avvio da aprile 2021 in particolare a causa della ripresa della diffusione dei virus stagionali, soprattutto nell’ultimo trimestre del 2022, e l’impiego dei farmaci di automedicazione sia per la gestione della sintomatologia post vaccino anti-Covid19, sia per la malattia non grave da Covid-19.
Le confezioni dispensate sono cresciute del 5,7% rispetto al 2019, recuperando il gap rispetto al periodo pre-pandemico. Le confezioni, pari a poco più di 287 milioni, hanno registrato un incremento annuale del 15,9% mentre i fatturati, di poco inferiori a 2,9 miliardi di euro, sono cresciuti del +19,0%.
L’andamento particolarmente positivo del 2022 per i farmaci senza obbligo di prescrizione è da ricercare nel progressivo allentamento delle misure di contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 e una ripresa delle normali abitudini di lavoro e svago. Ciò ha favorito una maggiore diffusione di quegli agenti patogeni, come i virus stagionali, con i quali si è venuti meno a contatto dal 2020. Inoltre, i trend registrati riflettono la diffusione del Covid-19, con ondate successive, a inizio 2022, in primavera e con la stagione fredda.
Tale situazione virologica ed epidemiologica ha, quindi, determinato un deciso incremento al ricorso dei farmaci senza obbligo di ricetta per la cura delle affezioni respiratorie – la prima classe terapeutica del mercato non prescription, con una quota di mercato del 38,3% a volumi e del 32,9% a valori – che ha chiuso il 2022 con un +35,2% a volumi e +44,8% a valori.
Nonostante la crescita, il comparto dei farmaci di automedicazione subisce gli effetti della concorrenza dei prodotti a connotazione farmaceutica (integratori, omeopatici, erboristici) e soffre strutturalmente di una diversa propensione alla spesa farmaceutica privata tra il Nord e il Sud del Paese nonché della mancanza dell’allargamento dell’offerta a nuove aree terapeutiche e a principi attivi, in linea rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei. Infatti, negli ultimi 10 anni, i fatturati si sono mantenuti in un modesto range di crescita medio (+1,8%) mentre le confezioni hanno perso mediamente l’1,1% annuo.
Prendendo in considerazione le vendite delle due categorie in cui è suddivisa la classe dei farmaci senza obbligo di ricetta, i medicinali di automedicazione o OTC sono pari a quasi il 77% del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione, e con un giro d’affari di quasi 2,2 miliardi di euro e volumi venduti per oltre 220 milioni di confezioni. I SOP, hanno registrato tendenze similari anche se non al livello degli OTC. Entrambe le specialità medicinali chiudono il 2022 con un deciso incremento sia dei fatturati (+21,6% per gli OTC e +11,2% per i SOP) sia dei volumi (+17,6% per gli OTC e +10,6% per i SOP).
Riguardo i diversi canali di vendita, la farmacia continua a detenere una quota di mercato di poco inferiore al 90% a volumi del 90,5% a valori. L’esperienza pandemica ha dato forte impulso alla crescita delle catene di farmacie/parafarmacie e all’incremento delle vendite on line di medicinali non prescription, per i punti vendita autorizzati. L’e-commerce per questa tipologia di mercato registra ancora una quota esigua del fatturato del comparto (2,5% a valori e 3,6% a volumi), anche se l’acquisto on line nel 2022 ha ottenuto una crescita importante del +38,9% a volumi e del +35,6% a valori per 10,6 milioni di confezioni e un giro d’affari di 73,7 milioni di euro.
Dino Biselli
Source: Assosalute