Confindustria contraria all’abrogazione del patent linkage per i farmaci equivalenti

Esprimiamo contrarietà per l’abrogazione della norma vigente in base alla quale i medicinali equivalenti ai sensi di legge non possono essere classificati come farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale prima della scadenza del brevetto o del certificato di protezione complementare sui cosiddetti originatori. Tale abrogazione, insieme all’attuale possibilità per i farmaci equivalenti di ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio durante la vigenza della tutela brevettuale del farmaco originatore, rischia di favorire condotte di contraffazione, attraverso l’immissione in commercio del generico prima della scadenza del brevetto, con la conseguenza di aumentare i contenziosi, a danno del titolare del brevetto su cui incombe l’onere della prova.

Questa è la posizione di Confindustria, presentata da Francesca Mariotti, direttore generale dell'associazione, durante un’audizione sul Ddl Concorrenza attualmente in discussione presso la X Commissione (Industria, commercio e turismo) del Senato della Repubblica. Da tali affermazioni appare netta la contrarietà espressa dall’associazione degli industriali rispetto alla proposta di abolizione del "patent linkage”, meccanismo introdotto dalla legge Balduzzi del 2012 (comma 1-bis  dell’articolo 11 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189) che ancora oggi vincola l’inserimento dei generici nel Prontuario nazionale alla scadenza del brevetto o del certificato di protezione complementare dei medicinali di riferimento.

Consentire la rimborsabilità dei farmaci equivalenti in vigenza di copertura brevettuale comprometterebbe la fiducia nella tutela brevettuale, a danno delle imprese che investono in R&S, con preoccupanti ripercussioni sulla capacità competitiva del nostro Paese.

 

Dino Biselli

Source: Aboutpharma