Confronto fra aziende farmaceutiche sulle modalità di comunicazione scientifica diretta

Negli ultimi due anni è stato costituito un gruppo di persone composto principalmente da membri delle direzioni mediche delle aziende farmaceutiche e in rappresentanza delle stesse, hanno raccolto e analizzato le domande pervenute dai cittadini attraverso i diversi canali istituzionali aziendali. Il gruppo di lavoro, coordinato da Milena Sirtori (Roche Italia SpA) e costituito insieme a Chiara Andreoli (GlaxoSmithKline SpA), Giovanni Asta (Ipsen Spa), Elisabetta Speroni, Lucia Garulli e Paola Amore (Novartis Farma SpA), Simona Bombaci (Biogen). ha prodotto un lungo documento dal titolo “Creare valore per il cittadino/paziente attraverso la comunicazione scientifica diretta: Il ruolo e le responsabilità dell’azienda farmaceutica oggi”.

L’intento principale degli autori è quella di colmare una lacuna normativa “in un importante ambito della comunicazione scientifica” nell’interesse evidente della salute pubblica. 

Il lavoro portato avanti dal gruppo di aziende è da interpretare come un primo passo verso un dialogo virtuoso, che oltre ad altri rappresentanti delle aziende farmaceutiche, coinvolga altri attori del settore della salute al fine di mettere al centro le esigenze di informazione dei cittadini sulla loro salute. Quest’iniziativa, quindi, vuole essere un contributo alla creazione di un modello che permetta alle aziende farmaceutiche di poter rispondere alle richieste del cittadino/paziente, nel pieno rispetto delle regole. I fattori individuati come necessari per comunicare sono:

  • Capacità di riconoscere immediatamente e gestire proattivamente situazioni difficili e di rischio potenziale e discernimento della necessità di escalation a funzioni terze;
  • Ascolto attivo e tecniche correlate / Raccolta del bisogno nel colloquio con il cittadino/paziente;
  • Abilità sociali ed emotive (empatia), apertura mentale, comprensione, flessibilità e trasparenza;
  • Capacità di adattare la comunicazione al canale utilizzato (comunicazione vs canale);
  • Capacità di gestione delle richieste di consulto medico delle richieste su tematiche off-label; riconoscimento dei limiti da non superare ed essere in grado di sapere come dire di no, quando appropriato;
  • Capacità di preparare e utilizzare contenuti in linguaggio facilmente leggibile/comprensibile; chiarezza nella comunicazione (verbale e scritta);
  • Consapevolezza del concetto di “diversity”: saper scrivere e comunicare verbalmente in modo rispettoso e con tono appropriato; evitare stereotipi, termini con connotazioni negative e luoghi comuni; utilizzare il tono appropriato; considerare le preferenze personali.

 

Dino Biselli

Source: Aboutpharma