Durante il 48° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia (SIE), in corso in questi giorni a Milano, sono stati presentati i risultati di alcuni studi condotto in Italia sull’efficacia delle CAR-T e degli anticorpi bispecifici, evidenziando che già questi primi dati testimoniano come si stia assistendo ad un cambio radicale nel trattamento di alcune neoplasie del sangue (il linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl), la leucemia linfoblastica acuta (Lla) a cellule B, e linfoma primitivo del mediastino a cellule B o (PMBCL)).
Infatti, i risultati presentati sono davvero sorprendenti: nei linfomi aggressivi sopravvive il 40% dei pazienti trattati con la terapia cellulare con CAR-T, mentre prima dell'arrivo di questi trattamenti, solo il 5% sopravviveva a 6 mesi. Anche nella leucemia linfoblastica acuta, dove gli anticorpi bispecifici permettono di costruire un "ponte" tra il tumore e le cellule di difesa del sistema immunitario, si registrano risultati molto importanti, con la remissione il 98% dei pazienti trattati con questo approccio innovativo, senza chemioterapia.
La nuova frontiera dell'immunoterapia è rappresentata anche dagli anticorpi bispecifici, che stanno rivoluzionando la cura della leucemia linfoblastica acuta, tumore raro dei linfociti causa di quasi 800 nuove diagnosi annue nel nostro Paese. La terapia genica apre poi nuovi fronti anche nella beta talassemia: uno studio internazionale ha evidenziato che la terapia genica è in grado di ottenere in questi pazienti l’indipendenza dal fabbisogno trasfusionale.
Dino Biselli
Source: ANSA