In un’intervista rilasciata ad AdnKronos Salute, Domenico Di Giorgio, dirigente dell'Area Ispezioni e Certificazioni dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, ha evidenziato che il numero di carenze di farmaci in Italia è in crescita. Nello specifico, tra il giugno 2021 e oggi, le Aic nella lista dei farmaci carenti, che l'Agenzia italiana del farmaco pubblica in trasparenza nel suo sito, sono passate da circa 2.500 a quasi 3.000, con una deriva regolare. Nonostante ciò, invece, l'elenco dei farmaci carenti 'critici', vale a dire quelli per i quali in assenza di prodotti analoghi Aifa autorizza l'importazione, è rimasto sostanzialmente invariato: infatti la percentuale di 'critici' tra i farmaci carenti è scesa dall'11% al 9,5%.
Diverse le cause che possono determinare una carenza di farmaci, come diverso è l'impatto delle carenze, che varia a seconda anche del tipo di farmaco interessato dal problema e della presenza sul mercato di analoghi o meno. In merito alla situazione da lui segnalata, Di Giorgio specifica che, rimanendo stabili i casi 'critici', l'incremento delle carenze riguarda soprattutto aspetti 'commerciali', ovvero prodotti, anche di recente autorizzazione, la cui commercializzazione viene interrotta a seguito di valutazioni economiche: o per costi più alti, o anche a causa della loro scarsa performance economica in un mercato competitivo dove sono presenti molti equivalenti.
Ci sono prodotti, farmaci che magari scompaiono dal mercato senza troppo rumore, che si trovano sulla soglia della remuneratività e che stanno “soffrendo” l'aumento dei costi dovuto a crisi energetica, boom dei prezzi del carburante, guerra in Ucraina e difficoltà nel reperire certi materiali.
Per contrastare il fenomeno delle carenze di farmaci si prende in considerazione ogni aspetto che possa risultare critico, anche quelli apparentemente senza rilevanza per i più come lo è il packaging.
Arrivare ad avere una carenza perché in questo momento è difficile avere per tempi certi materiali di confezionamento sarebbe un errore.
Tuttavia, va sottolineato che le importazioni che l'ufficio autorizza riguardano una minoranza di farmaci, tra i circa 250 'critici' per i quali sarebbe possibile ricorrere al farmaco estero: i 20-30 prodotti su cui si concentra l'importazione rappresentano gli ambiti dove le carenze potrebbero avere un impatto più significativo sull'accesso alle terapie, e per i quali Aifa e la rete costruita sono attivi.
Dino Biselli
Source: PharmaKronos