L’emergenza dovuta a COVID-19 ha costretto le aziende a rivedere modalità operative di lavoro che erano consolidate da tempo, e dopo che una buona parte di addetti (soprattutto fra coloro che svolgono attività di ufficio) ha sperimentato per mesi il telelavoro, con il ritorno ad una relativa normalità si inizia a tentare di comprendere come sistematizzare le nuove modalità lavorative in un quadro legale e sindacale.
Va vista in quest’ottica l’iniziativa di For (Flessibilità Obiettivi Risultati) Working lanciato dai settori chimico e farmaceutico, tesa a raggiungere un nuovo rapporto di lavoro fondato su flessibilità, obiettivi e risultati, senza vincoli di orario e luoghi della prestazione. E’ stata proprio l’esperienza COVID-19 che ha indotto Federchimica, Farmindustria e le organizzazioni sindacali dei settori chimico e farmaceutico ad affrontare in modo pragmatico e innovativo il tema delle nuove modalità di lavoro.
Secondo quanto sostenuto dai promotori del piano, occorre:
agevolare, anche con uno strumento moderno, la gestione dei cambiamenti in atto, tenendo conto delle esperienze aziendali di smart working già maturate e della necessità di coniugare gli aspetti della flessibilità, della sicurezza, del miglioramento della qualità del lavoro e dell’equilibrio tra attività professionale e vita privata
Accanto alla necessità di preservare la flessibilità tipica della modalità di lavoro agile, le parti sociali di propongono al contempo di rendere disponibile per le imprese e i lavoratori una modalità evoluta di smart working, impegnandosi nella definizione un moderno rapporto di lavoro subordinato, caratterizzato da aspetti innovativi nella gestione dei tempi e dei luoghi, da obiettivi condivisi e risultati realizzati, finalizzato a garantire e migliorare efficienza organizzativa, produttività, salute e sicurezza dei lavoratori, bilanciamento vita/lavoro, impatto sociale e ambientale.
Le parti sociali hanno concordato di realizzare specifiche Linee guida entro dicembre 2020.
Dino Biselli
Source: PharmaKronos