Il “Manifesto” per la futura farmaceutica italiana

Il Forum “L’Industria Manifatturiera Farmaceutica italiana: scenario di riferimento e prospettive di sviluppo al 2030” che ha avuto luogo il 19 settembre presso Palazzo Giustiniani in Roma è stata la cornice durante la quale The European House-Ambrosetti, Sanofi Italia, Dompé e Altran Italia hanno presentato un “Manifesto” per il consolidamento della leadership dell’industria farmaceutica italiana in Europa e il suo rafforzamento in ambito mondiale. Il “Manifesto” prende spunto dallo Studio “Pharma Manufacturing 2030” realizzato da The European House-Ambrosetti nel quale, anche per il 2018, viene sottolineata la leadership della produzione farmaceutica italiana, pari a 32,2 miliardi di Euro, nell’ambito dell’Unione Europea e la crescita costante dell’export, che ha registrato un +117% in 10 anni e che è stato pari a 26 miliardi di Euro nel 2018.

Simulando il mantenimento dei tassi di crescita del valore della produzione farmaceutica registrati negli ultimi 10 anni, al 2030 il valore della produzione sarebbe pari a 41,8 miliardi di Euro, e il valore aggiunto totale (diretto, indiretto e indotto) raggiungerebbe un valore di 21,4 miliardi di Euro. Gli investimenti in produzione aumenterebbero da 1,35 a 1,65 miliardi di Euro, mentre l’occupazione diretta aumenterebbe da 66.500 a 77.700 addetti.

Gli obiettivi principali del “Manifesto” sono tre e puntano a far sì che l’Italia possa:

  1. a) diventare un centro di ricerca e sviluppo d’eccellenza per le biotecnologie e le terapie avanzate;
  2. b) creare un hub industriale farmaceutico 4.0;
  3. c) sviluppare un ecosistema di servizi integrati centrati sul paziente

Per perseguire questi risultati, i soggetti proponenti e l’industria farmaceutica italiana nel suo complesso richiedono stabilità politica, una migliore capacità di organizzazione da parte del governo italiano con la creazione di una figura di “referente unico” per il settore farmaceutico presso la presidenza del Consiglio dei Ministri (in grado di coordinare la collaborazione tra l’industria e i diversi ministeri coinvolti così da elaborare insieme piani quinquennali di sviluppo strategico), e delle azioni concrete in ambito formazione al fine di aumentare il numero di laureati nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

 

Dino Biselli

 

Photo by creative daw from FreeImages

Source: Aboutpharma