Il 2022 anno positivo per il farma ma sul 2023 pesa l’incognita Covid

Archiviato il 2022 è tempo di bilanci e di iniziare ad intravedere l’andamento del 2023. Per il settore farmaceutico, una breve analisi a questo riguardo è stata realizzata da Margherita Lopes di Fortune Italia.

Il 2022 è stato un anno di crescita per il settore nel suo complesso, anche se non tutte le aziende hanno ottenuto buoni risultati a causa dell’affievolirsi del “traino” Covid-19. Tuttavia, si prevede che gli effetti di questo ritorno ad una quasi “normalità” caratterizzeranno soprattutto l'andamento del 2023 di alcune aziende, stimato essere meno roseo che in passato.

Ad esempio Pfizer, che nel 2022 ha realizzato un fatturato di 100,3 miliardi di dollari e un utile netto di 31 miliardi di dollari, subirà certamente una contrazione dei suoi risultati a seguito della frenata della richiesta dei vaccini anti-Covid.

Un altro caso è Roche, che nell’anno appena trascorso ha registrato vendite in crescita del 2% a tassi di cambio costanti e dell’1% in franchi svizzeri, scostando già un calo dei prodotti Covid (farmaci e diagnostica). Detto ciò, la filiale italiana della multinazionale svizzera ha chiuso il 2022 in decisa crescita, con un fatturato complessivo di 849,7 milioni di euro (+7% sul 2021). 

Inoltre, il 2023 vedrà Roche impegnata in diversi lanci che ne dovrebbero rafforzare il portafoglio in ambito oncologico e delle patologie rare, facendo entrare l’azienda in nuove aree terapeutiche.

Molto buono il 2022 di Servier, che con un livello globale ricavi consolidati pari a 4,876 miliardi di euro ha registrato una crescita del 9,8% rispetto all’anno precedente. In Italia Servier ha registrato nell’ultimo anno un fatturato pari a 162,5 milioni di euro con oltre 1,5 milioni di pazienti trattati.

In prospettiva, entro il 2025 il gruppo punta a un fatturato consolidato di 6,5 miliardi di euro, un Ebitda di 1,3 miliardi di euro e lanciare una nuova entità molecolare ogni tre anni, di cui una entro proprio il 2025.

Infine, Novartis nel 2022 ha attraversato un anno di transizione, con un calo, rispetto all’anno precedente, del 2% del giro d’affari (pari a 50,5 mld di franchi nel 2022) e del 70% dell’utile netto. Tuttavia, questo crollo è legato all’impatto nel 2021 della vendita delle azioni Roche che portò al ‘divorzio’ fra i due colossi del pharma svizzeri. Le previsioni per il 2023 per il gruppo svizzero sono positive ma non esaltanti, in quanto si prevede una crescita a cifra singola.

Per leggere la'rticolo di Margherita Lopes, clicca qui: Pharma, imprese in salute ma ‘pesano’ ristrutturazioni e Covid

 

Dino Biselli

 

Source: Fortune Health Italia