Il duro colpo della pandemia sulla demografia italiana: dati Istat

Istat ha pubblicato i dati relativi alla demografia nel 2020, anno della pandemia da Covid 19. Dalle rilevazioni svolte dall'istituto nazionale di statistica risulta che la popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2021 ammontano a 59 milioni 259mila, pari a 384mila in meno su base annua. Le nascite risultano pari a 404mila mentre i decessi raggiungono il livello eccezionale di 746mila, e ciò ha determinato una dinamica naturale negativa nella misura di 342mila unità. La pandemia ha causato almeno 99 mila decessi in più di quanto atteso, con la speranza di vita alla nascita, senza distinzione di genere, che scende a 82 anni, pari ad 1,2 anni sotto il livello del 2019.

A 65 anni la speranza di vita scende a 19,9 anni (18,2 per gli uomini, 21,6 per le donne), e tutte le regioni, nessuna esclusa, subiscono un abbassamento dei livelli di sopravvivenza. Tra gli uomini la riduzione della speranza di vita alla nascita varia da un minimo di 0,5 anni (vale a dire 6 mesi di vita media in meno) riscontrato in Calabria, a un massimo di ben 2,6 anni in Lombardia.

Inoltre, secondo i primi dati provvisori, nel 2020 sono stati celebrati circa 97mila matrimoni, il 48% in meno dell’anno precedente, per un tasso di nuzialità che crolla dal 3,1 per mille all’1,6 per mille. Considerando quanto ancora oggi vi sia uno stretto legame tra matrimonio e le intenzioni riproduttive nel breve periodo, non vi è dubbio che anche questo fattore eserciterà una spinta negativa sulle nascite del 2021 e forse anche in seguito.

 

Dino Biselli

Source: Quotidianosanità.it