Lo scorso 26 febbraio 2021, si è tenuto a Bruxelles, su impulso della Commissione Europea, un meeting per una nuova strategia farmaceutica nella Ue. L’incontro, a seguito delle varie criticità che si sono verificate durante questo anno di pandemia di Covid-19 nelle varie filiere che contraddistinguono il life science, ha avuto come tema l'impostazione di un obiettivo strategico teso a far sì che si raggiunga l’autonomia dell’industria sanitaria europea da fattori che possano condizionarne la capacità produttiva.
Proprio su questo tema il presidente di Aschimfarma, l’Associazione di Federchimica che rappresenta in Italia i produttori di principi attivi farmaceutici (organizzazione parte dell’European Fine Chemical Group (Efcg)), Paolo Russolo, ha offerto un quadro della situazione non molto confortante, in quanto l’industria farmaceutica europea dipende per oltre il 74% dalle forniture provenienti dall’Asia. Il Covid-19 ha posto l’attenzione su questo problema, ma è già dagli ultimi anni che le carenze di medicinali essenziali sono in continuo aumento, proprio per la mancanza dei composti essenziali per la loro produzione.
L’European Fine Chemical Group (Efcg) ha proposto di coordinare gli sforzi per raggiungere una produzione solida, affidabile, competitiva e sostenibile, facendo sì che l’UE favorisca lo sviluppo della sua base industriale esistente, nonché gli investimenti in tecnologie innovative e sostenibili. Una proposta operativa in tal senso è stata elaborata dalle principali associazioni farmaceutiche della supply chain italiana (Federchimica Aschimfarma, Egualia e Farmindustria) che hanno presentato il ‘Progetto per il reshoring di farmaci e principi attivi farmaceutici in Italia’ coordinato dal Cluster Alisei.
Dino Biselli
Source: Aboutpharma