La posizione di Farmindustria sul Recovery Fund

Farmindustria, nella persona di Lorenzo Wittum, membro del Comitato di presidenza di Farmindustria e ad di AstraZeneca Italia, ha presentato le proprie richieste e presentato alcune proposte in relazione al Recovery Plan, ovvero il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), durante un’audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati.

Durante l’audizione, l’associazione delle imprese del farmaco ha sottolineato l’importanza per l’Italia del Pnrr, considerato uno strumento necessario per affrontare le necessità nell’immediato e per adattare il sistema socio-assistenziale alla realtà del futuro. 

Il contributo dell’industria farmaceutica all’innovazione è testimoniata dall’immissione in commercio di 36 nuovi farmaci ogni anno nel mondo degli anni scorsi, cifra che diventerà 54 all’anno nel prossimo anno, soprattutto per cure molto più personalizzate. In tale contesto, l’industria farmaceutica è pronta a promuovere investimenti aggiuntivi in Italia per oltre 4 miliardi di euro nel periodo 2021-2024 (+40% rispetto a 3 miliardi già effettuati ogni anno), circa 2,5 miliardi in ricerca e innovazione dei percorsi di cura e oltre 1,5 in produzione; tutto ciò, comunque, in un quadro favorevole di incentivi e regole.

La farmaceutica, è un grande patrimonio del Paese e le imprese vogliono continuare ad investire e sottolineano l’importanza di un Sistema complessivamente attrattivo, per il quale,così come nello spirito del Pnnr, sono necessari incentivi con dotazioni finanziarie adeguate e regole attrattive e adatte ai trend dell’innovazione globale: incentivi strutturali, automatici e accessibili a tutte le aziende che creano valore economico e sociale in Italia (ad esempio con crediti di imposta alla Ricerca, transizione 4.0 e patent box), e incentivi mirati per partnership pubblico privato

Una cornice di regole capace di attrarre maggiori investimenti in ricerca dovrebbe prevedere procedure più efficaci per gli studi clinici e strumenti adatti ai nuovi paradigmi della digital health, che richiedono nuove competenze e modelli di valutazione dal punto di vista scientifico e regolatorio. Le nuove sfide che hanno come oggetto la ricerca clinica riguardano la possibilità di accelerare in modo strutturale l’approvazione degli studi clinici non solo per farmaci o terapia relazionate con il Covid.

Uno dei punti chiave nella proposta di investimento di Farmindustria è la voce relativa al digitale, con le aziende che sostengono la creazione di un hub nazionale di eccellenza sulla Digital health che potrebbe essere finanziato inizialmente con i 100 milioni attualmente disponibili nel capitolo di spesa dedicato agli interventi per l’ecosistema innovativo della salute.

 

Dino Biselli

Source: Aboutpharma