Nell’ultimo anno la carenza di personale medico ed infermieristico ha raggiunto livelli drammatici e (finalmente) è stata portata all’attenzione del grande pubblico. Tuttavia, gli organi di informazione in genere hanno trattato di questa criticità in modo specifico e limitato, senza indagare in profondità sulle cause che hanno determinato questa situazione e il pericolo che essa rappresenta per il nostro servizio sanitario nazionale.
Per colmare tale lacuna, il Professor Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, in un suo intervento intitolato “Servizio sanitario, elefante nero destinato all’estinzione” pubblicato su Il Sole 24 Ore dello scorso 4 settembre, ha offerto un quadro sintetico ma completo di come si è evoluta questa situazione e dei rischi che essa comporta. Non è più un segreto: l’attuale carenza di medici è dovuta in primo luogo ad un’errata programmazione nella numerosità dei percorsi di specializzazione, che ha spinto molti nuovi medici a trovare delle alternative professionali o a emigrare verso altri paesi. A questo fattori ne vanno aggiunti anche altri, come le condizioni di precarietà lavorativa imposta ai nuovi medici, l’introduzione del pensionamento anticipato con quota 100 e una ristrettezza nei bilanci delle aziende sanitarie, soprattutto nelle regioni sottoposte ai piani di rientro.
Nei prossimi anni, l’Italia si troverà quindi ad affrontare una carenza di medici ancora più marcata di quella attuale a causa dell’età media elevata della classe medica, e al momento pare che non siano state ancora approntate delle soluzioni in grado di adeguare le strutture universitarie per garantire l’offerta formativa necessaria per colmare tale gap, e di rendere disponibili le risorse necessarie per far assumere nuovo personale alle aziende sanitarie.
Ciò significa che la politica sta cercando di ignorare il problema, “calciando in avanti la lattina” per non affrontarlo ora: le soluzioni proposte o messe in atto a livello regionale (assunzione di medici stranieri o assunzione di medici non ancora specializzati o ancora richiamare i medici in pensione) ad oggi sembrano essere dei palliativi senza una progettualità capace di affrontare il problema e risolverlo in modo duraturo.
E’ indubbio che tutto ciò entro breve tempo avrà un impatto sulla capacità del SSN di offrire cure mediche efficaci (e costose) ad una popolazione sempre più anziana.
Servizio sanitario, elefante nero destinato all’estinzione - Il Sole 24 Ore
Dino Biselli
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Source: Il Sole 24 Ore Sanità