In un suo intervento in qualità di ospite durante la trasmissione televisiva 'Agorà' su RaiTre, il direttore generale dell'Aifa Nicola Magrini ha fornito degli aggiornamenti e dei chiarimenti in relazione allo stato attuale della ricerca farmacologica rivolta ad individuare trattamenti o vaccini in grado di contrastare l’attuale evoluzione della pandemia di Covid-19.
Il Dottor Magrini ha sottolineato come oggi, già dopo pochi mesi dalla diffusione massiva del virus Sars-Cov2, lo standard di cure per contrastare il coronavirus non prevede più molti dei farmaci che all’inizio erano ritenuti essere una possibile soluzione: questo perché alla prova dei fati sono risultati essere inefficaci.
Dopo una prima speranza iniziale, i farmaci anti AIDS sono stati scartati perché agiscono in modo troppo pesante per i pazienti, mentre al contrario la clorochina si è dimostrato essere un farmaco privo di effetti sui pazienti.
Il cortisone, dopo uno studio inglese che ne ha dimostrato l'efficacia nel ridurre la mortalità, e l'eparina sono i due cardini delle terapie, mentre per il Remdesivir i risultati di diversi studi sembrano essere contrastanti, e pertanto è necessario proseguire nella ricerca. Stesso discorso sul plasma iperimmune, la cui efficacia sarà valutata al termine di uno studio appena avviato e che non ha ancora raggiunto il numero di partecipanti necessario per ottenere dei dati solidi a riguardo.
Buone notizie sono attese in tempi brevi dalle ricerche sugli anticorpi monoclonali, che già dai primi mesi del 2021 dovrebbero essere considerati un’opzione disponibile, e su farmaci di una certa complessità attualmente in fase di studio.
Dino Biselli
Source: PharmaKronos