La novità più recente relativa ai possibili farmaci per cercare di trattare la COVID-19 è quella relativa all’eparina. A tal proposito, la Commissione Tecnico Scientifica di AIFA ha elaborato una scheda esplicativa che riporta alcuni chiarimenti del caso.
Al momento è stato effettuata una sola analisi retrospettiva su 415 casi consecutivi di polmonite grave in corso di COVID-19 (nei pazienti si è definita grave la condizione che presenta almeno una delle seguenti caratteristiche: FR >30 respiri/min; SpO2 4) che prende in considerazione parametri di laboratorio e clinici. Nonostante per queste sue caratteristiche lo studio presenti una serie importante di limiti (è retrospettivo, presenta bias di selezione rispetto alle terapie associate, ecc.) è l’unico elemento conoscitivo ad oggi disponibile a riguardo lo studio. Inoltre va anche tenuto conto che nei pazienti trattati con eparina con valori di D-dimero nella norma è stata osservato un maggior numero di eventi avversi emorragici.
Poiché tale indicazione si basa su evidenze molto preliminari, essa può essere considerata solo dopo un’attenta valutazione caso per caso. È importante inoltre considerare che lo studio retrospettivo sopra descritto indica che nei pazienti che non mostrano pari livelli di attivazione della coagulazione, la somministrazione di eparina non apporta benefici, ma potrebbe anche indurre un peggioramento [...] poiché l’uso terapeutico delle EBPM sta entrando nella pratica clinica sulla base di evidenze incomplete e con importanti incertezze anche in merito alla sicurezza, si sottolinea l’urgente necessità di studi.
Dino Biselli
Source: Daily Health Industry