Per la prima volta un’eparina potrebbe essere utilizzata in un contesto terapeutico completamente nuovo, aprendo prospettive finora inesplorate. Il protagonista di questa innovazione è la Tafoxiparina, principale candidato farmaco attualmente in studi clinici di fase III per la preparazione al travaglio. Lo annuncia Opocrin Group, leader globale nei derivati dell’eparina e titolare dei diritti di produzione del principio attivo. A differenza delle eparine tradizionali, la Tafoxiparina è priva di attività anticoagulante e antitrombotica e agisce invece nel processo di maturazione della cervice uterina nelle primissime fasi del travaglio.
I risultati degli studi clinici di fase II, finanziati da Opocrin Group, hanno evidenziato che la somministrazione domiciliare giornaliera di Tafoxiparina nelle donne a termine di gravidanza favorisce l’insorgenza spontanea del travaglio, riducendo o evitando la necessità di ricovero e di induzione ospedaliera. Anche nei casi in cui il travaglio non si avvia spontaneamente, le pazienti trattate mostrano una migliore preparazione cervicale, con tempi di ricovero e induzione significativamente più brevi. Se confermati dagli studi di fase III, questi risultati potrebbero rappresentare un’innovazione rilevante nella gestione della gravidanza a termine, considerando che oggi non esistono terapie mediche approvate per favorire l’avvio naturale del travaglio. Lo studio sarà finanziato da Exeltis, società della multinazionale Insud Pharma specializzata nella salute della donna, a seguito di un accordo con Dilafor AB, biotech svedese fondata da ricercatori del Karolinska Institutet e partecipata al 29% da Opocrin, titolare della proprietà intellettuale del farmaco.
«Abbiamo trasformato la Tafoxiparina da intuizione scientifica ad opportunità concreta per la salute delle pazienti, con una prospettiva di valorizzazione che, per Opocrin Group, stimiamo possa superare complessivamente 1 miliardo di euro. Ora siamo pronti a percorrere l’ultimo miglio che ci porterà a ripensare le opzioni terapeutiche disponibili per le donne in gravidanza. Con un salto di paradigma ancora più ampio: Tafoxiparina ha tutti i requisiti per essere un autentico game changer nel mondo delle eparine, dimostrando come questo ambito si presti ancora a generare nuove traiettorie scientifiche e impatti clinici rilevanti. Un settore che può ancora sorprendere, evolvere e creare innovazione reale» così Federico Saetti, amministratore delegato di Opocrin Group. «Grazie a questo progetto, Opocrin è al fianco delle donne, promuovendo la salute femminile e aprendo nuove strade all’innovazione clinica nel settore. Oggi sempre più donne, soprattutto alla prima gravidanza, si trovano ad affrontare l’induzione farmacologica del travaglio: un’esperienza spesso carica di stress fisico ed emotivo che, a causa dei rischi associati alle gravidanze oltre termine, riguarda circa una donna su tre al termine della gravidanza, un dato peraltro in costante e significativo aumento a livello globale. Abbiamo ora il potenziale per trasformare questo scenario, offrendo un’opzione terapeutica sicura ed efficace da utilizzare a domicilio, riducendo così ospedalizzazioni non necessarie» ha dichiarato Mara Bianchini, Presidente del Gruppo Opocrin.
La Redazione
Source: OPOCRINGROUP