La presentazione del Rapporto OASI redatto dal CERGAS dell'Università Bocconi, avvenuta ieri in live streaming, è stata l’occasione per analizzare l’evoluzione della spesa in sanità a seguito della pandemia di Covid-19.
Dopo anni di continui tagli di risorse e personale, la spesa corrente è cresciuta in un anno di circa 5 miliardi di euro (+4,7%) e nel periodo che va da marzo a ottobre si sono effettuate 36 mila assunzioni nuove assunzioni.
Secondo le analisi dei ricercatori che hanno contribuito a stilare il rapporto, la vera sfida per il SSN una volta esaurita la fase emergenziale, sarà quella di riportare entro cinque anni l’intero sistema sulla rotta della cura delle cronicità, dopo che tale strategia è stata fortemente deviata nuovamente verso la prevalenza del trattamento degli acuti al fine di affrontare la pandemia da Coronavirus.
Il Professor Francesco Longo ha fatto presente che tale aumento di risorse è stato possibile solo attraverso l’emissione di nuovo debito, fatto che avrà delle sicure conseguenze sui conti pubblici nel medio periodo e potrebbe determinare la perdita del controllo sulla spesa corrente. Una delle proposte formulate per tentare di mitigare questi pericoli eè quella di impiegare gli aiuti europei in investimenti in conto capitale. Tuttavia, allo stesso tempo è stato proposto anche proposto di definire un valore soglia minimo, ad esempio il 7,5% del Pil, sotto il quale il finanziamento del Ssn non debba mai scendere.
Dino Biselli
Source: Aboutpharma