Reputazione dei vaccini anti Covid-19: analisi di Reputation Science

I temi inerenti i  vaccini contro Covid-19 sono attualmente quelli maggiormente più dibattuti sia a livello politico che di pubblica opinione, in ragione delle attese di efficacia che tali farmaci stanno ingenerando nei cittadini, e della strategicità che essi hanno assunto per far sì che la vita economica e sociale possa riprendere in maniera quasi simile a quanto accadeva prima della pandemia.

Con l’avanzare dei processi autorizzativi, i prodotti vaccinali già disponibili o di prossima/possibile disponibilità sono diventati all’incirca una decina. Su ognuno di essi, ovviamente, si stanno concentrando le attenzioni e i giudizi dei più, influenzando la loro reputazione come prodotto e quella dell’azienda (o delle aziende) produttrice.

Partendo da questi presupposti, Reputation Science, società leader in Italia nell’analisi e gestione della reputazione, ha condotto un’analisi che dall’esame di oltre 140 mila contenuti che ha fatto emergere come le notizie sull’andamento della distribuzione e sull’efficacia dei vaccini siano i temi maggiormente discussi e dunque quelli che hanno avuto una influenza maggiore sulle opinioni maturate dagli italiani sui vaccini. Sono queste due variabili ad aver determinato una forte differenza nella reputazione dei singoli vaccini e fatto sì che in media solo 4 contenuti relativi al settore su 10 siano stati positivi. Infatti, il 41% dei contenuti evidenzia un atteggiamento positivo, il 26% risulta avere una posizione neutrale, mentre il 34% percepisce i vaccini in maniera esclusivamente negativa.

Attualmente la conversazione on line è concentrata sui vaccini Pfizer/BionTech (48.8% del totale), AstraZeneca (21.1%) e Moderna (19.8%). Gli aspetti che hanno maggiormente determinato questi orientamenti sono stati: la distribuzione con oltre il 35% dei contenuti pubblicati e l’efficacia (26,2% dei contenuti), mentre le considerazioni sulla casa farmaceutica (10,3%) e sui percorsi di sperimentazione (9,9%) hanno contato meno.

Va segnalata una forte componente ideologica e preoccupanti livelli di disinformazione con il maggior attrito nelle opinioni sui vaccini che viene registrato dai social (37% negativo contro 36% positivo). Occorre monitorare questo fenomeno in quanto capace di creare resistenza ai piani vaccinali, danneggiare la salute e ritardare l’uscita dalla crisi con tutto quelle che ovviamente ne consegue.

Tra gli eventi che hanno avuto un grosso impattato sulle positività ci sono l’approvazione da parte dell’EMA e dell’AIFA dei vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca e la diffusione dei dati di efficacia e sicurezza sia durante la fase di sperimentazione che in quella successiva di somministrazione (in questo caso solo per quelli autorizzati). Inoltre, un certo apprezzamento è stato registrato nei confronti del vaccino russo Sputnik.

Per quanto riguarda i contenuti con un orientamento negativo, i più rilevanti sono collegati all’annuncio di ritardi nella distribuzione dei vaccini anti-covid e agli eventi avversi, soprattutto nel caso dei vaccini Moderna e Pfizer.

Sono stati otto i vaccini presi in considerazione: Pfizer/BionTech, Moderna, AstraZeneca, Sputnik V, Reithera, Curevac, Johnson&Johnson, Sanofi/GSK. Di questi, quello che ha raccolto più contenuti online è Pfizer/BioNTech, circa la metà sul totale (48,8%), seguito da AstraZeneca (21,1%) e Moderna (19,8%)mentre le conversazioni sui restanti vaccini sono state inferiori al 4%. Nel complesso la discussione sui vaccini è costante, con alcuni di essi che sono soggetti a picchi di intensità nella frequenza di pubblicazione. Le percezioni generate dai vaccini sono state anche influenzate dalla reputazione della casa farmaceutica a cui vengono riferiti. Dal punto di vista qualitativo, invece, il vaccino che registra il valore di impatto reputazionale migliore è Moderna, seguito da Sputnik, con Pfizer che è l’unico a registrare una reputazione negativa, mentre AstraZeneca registra un valore tendente allo zero.

Nel complesso i vaccini anti Covid-19 registrano un valore positivo, ma le prospettive di lungo periodo hanno un andamento poco stabile in quanto fortemente condizionato dalla successione delle notizie diffuse su di essi.

 

Dino Biselli

Source: Reputation Science