Nonostante spesso se ne parli e ne viene sottolineata l’importanza, la reputazione è un elemento che ad oggi in Italia non viene generalmente misurato; e quando ciò avviene, la sua valutazione risulta non adeguata in quanto basata sulla percezione personale o collettiva, fattore che in molti casi non è in grado di tener conto di elementi oggettivi che, se conosciuti, sarebbero in grado di influenzare in meglio o in peggio la percezione della reputazione.
Tale argomento, dedicato all’ambito della salute, è stato oggetto di discussione del convegno intitolato “Reputazione, Comunicazione e Futuro in ambito sanitario” che ha avuto luogo presso l’Auditorium Totti degli Ospedali Riuniti di Ancona. Durante il dibattito, che ha visto la partecipazione fra gli altri di Michele Caporossi, Direttore Generale degli Ospedali Riuniti, Dario Scapola, Direttore Market Access di Roche S.p.A., Rossana Berardi, Direttrice della Clinica Oncologica Univpm/Ospedali Riuniti Ancona, e Gian Luca Gregori, Rettore dell’Università Politecnica della Marche, è emerso che la reputazione è influenzata in maniera importante dalla comunicazione, dalla sua completezza, dalla sua veridicità, e in particolare dalla velocità con la quale essa viene veicolata al paziente.
Occorre pertanto che le strutture sanitarie siano in grado di dotarsi di risorse e capacità che permettano loro di informare i pazienti e stakeholder su quali siano le loro reali capacità nell'offrire servizi legati alla salute.
Dino Biselli
Source: TM Notizie