Prometeia ha pubblicato il suo sesto studio dedicato al Contract Development and Manufacturing (CDMO), dove si riconferma che l’industria farmaceutica italiana ha un ruolo di leadership in questo specifico settore in ambito europeo. Infatti, nel 2019, il comparto del conto terzi italiano è il primo produttore continentale con 2,3 miliardi di euro di valore della produzione generati (pari al 23% dei circa 10 miliardi stimati per il totale Europa) e supera sia la Germania (2,1 mld. di €) sia la Francia (1,9 mld. €).
Questa preminenza a livello di valore si riflette anche per quel che riguarda il numero di addetti impiegato: in Italia il CDMO si avvale del lavoro di 11.500 addetti, di cui il 90% laureato o diplomato, e a livello continentale si tratta del dato più alto dopo la Germania. L’export è più che raddoppiato nell’ultimo decennio, e nel biennio 2020-2021 raggiungerà livelli prossimi al 75% del totale della produzione. Tale incremento è stato offerto dal continuo rafforzamento delle vendite dirette ai mercati avanzati come gli Stati Uniti (il 30% dell’export complessivo del comparto), i paesi dell’Ue27 (35%) e il Giappone (4%).
Nel 2020 le produzioni biologiche e a elevata tecnologia hanno evidenziato una forte espansione sono arrivate a sfiorare il 20% del fatturato complessivo. Inoltre, sempre nel 2020, le produzioni iniettabili hanno raggiunto una quota del 50% del fatturato complessivo. In generale, quindi, il comparto mostra una crescita in tutte le sue specializzazioni e un aumento della quota delle produzioni iniettabili e di quelle biologiche e a elevata tecnologia.
Infine, il CDMO dimostra una costante propensione all’investimento, tanto che nel 2021 il rapporto tra investimenti e fatturato è stimato pari al 20,1%, con un’incidenza quasi tripla rispetto alla media manifatturiera e in crescita rispetto al dato 2020 (14,3%) e 2019 (13,7%). Nel biennio 2020-2021 la crescita cumulata degli investimenti supererà l’80%.
Dino Biselli
Source: MakingLife