La medicina territoriale (e la sua “mancanza” in taluni contesti) è stata la grande protagonista della gestione emergenziale del COVID-19 in Italia, e ciò ha messo in rilievo le luci e soprattutto le ombre che la caratterizzano. Dopo tale esperienza, è indubbio che essa debba essere potenziata, recuperando l’importanza che essa ricopriva fino a qualche anno fa.
L’appello congiunto di Assogenerici, Cittadinanzattiva, Fimmg e Simg attraverso il quale si sostiene la riorganizzazione dei servizi, la continuità terapeutica e il trattamento delle cronicità va proprio verso questa direzione, proponendo sette punti che vengono definiti come “necessità ed evidenze per la ripartenza della medicina territoriale”.
- L’importanza della medicina generale, affiancandole tutte le risorse umane e tecnologiche necessarie ad amplificare e sistematizzare la sua azione di prevenzione, iniziativa, assistenza alla cronicità, supporto alla non autosufficienza, alla terminalità e alle piccole acuzie;
- Ripartire immediatamente dall’assistenza territoriale: è indispensabile che i MMG siano messi nelle condizioni ottimali per la ripresa delle loro normali attività di assistenza nel territorio. A tal proposito, è importante il ruolo dei protocolli diffusi dalle organizzazioni della medicina generale a supporto dei professionisti sanitari;
- L’introduzione di nuovi strumenti per la continuità assistenziale, come la telemedicina e la ricetta dematerializzata, non in ottica di sostituzione del consulto o della visita di persona ma come garanzia di continuità assistenziale;
- Investimenti e risorse da stanziare (e utilizzare) per accelerare l’acquisizione da parte degli ambulatori dei Mmg di tutti quegli strumenti afferenti alla diagnostica di primo livello indispensabili per far fronte alla crescente domanda di salute, soprattutto per la presa in carico del paziente cronico;
- Permettere ai Mmg la possibilità di prescrivere nuovi trattamenti per importanti patologie croniche diminuendo il carico di lavoro che oggi impropriamente va a pesare sulle strutture ospedaliere;
- Ripensare profondamente le dinamiche di governo dei farmaci a partire dalla riforma della governance: revisione dei tetti di spesa, ripensamento delle forme di distribuzione di diverse categorie di farmaci fuori brevetto e dei meccanismi di prezzo e rimborso, più ampio e facile accesso dei pazienti alle cure di cui necessitano attraverso la prescrizione da parte dei MMG;
- Formazione e informazione per la medicina generale, con l’adeguamento alla nuova realtà dell’attività di informazione scientifica sul farmaco, attività che dovrà essere valorizzata anche nell’ambito del percorso di aggiornamento continuo previsto per la professione medica.
Dino Biselli
Source: Aboutpharma