Sostituibilità automatica dei biosimilari: tutti contro AIFA

Ha destato (e lo sta facendo tuttora) un certo fermento la proposta effettuata da AIFA riguardante la sostituibilità automatica tra farmaco biologico di riferimento e un suo biosimilare. Compresa in un pacchetto di proposte rese note in piena discussione della legge finanziaria, l’obiettivo di questa ipotesi è di eliminare il divieto alla sostituibilità automatica tra un farmaco biologico di riferimento e un suo biosimilare in moda da consentire l’espletamento delle procedure pubbliche di acquisto per la fornitura di tali farmaci.

La proposta di AIFA finora non sembra essere stata ben accolta: Assobiotec l’ha classificata immediatamente come una proposta irricevibile, in quanto i farmaci biosimilari non possono in alcun modo essere considerati copie identiche del farmaco biologico originatore, mentre l’Italian biosimilars group (Ibg), il gruppo autonomo di Assogenerici che rappresenta le imprese produttrici di farmaci biosimilari, ha parlato di un rischio boomerang, poiché il provvedimento rischierebbe di compromettere l’attività di dialogo intrapresa negli ultimi anni e inciderebbe in modo irreversibile sulla libertà prescrittiva del medico da sempre riconosciuta come irrinunciabile da parte delle imprese farmaceutiche.

Inoltre, anche cinque Società Scientifiche italiane (l’Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani (ADOI), della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), della Società Italiana di Nefrologia (SIN) e della Società Italiana di Reumatologia (SIR)) chiedono ad AIFA di ritirare questa proposta di modifica legislativa.

Le cinque Società Scientifiche sottolineano che la proposta appare in aperto conflitto con le norme costituzionali che garantiscono la tutela della salute del cittadino come individuo , con il concetto di diritto alla autonomia prescrittiva per il medico  garantita dall’accordo quadro introdotto in Italia dalla Legge 232/2016 e tende a svilire il ruolo dei clinici nonché a minare il rapporto di fiducia tra i cittadini e il Servizio Sanitario Nazionale.

 

Dino Biselli

Source: Quotidianosanita.it e Aboutpharma