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La gestione delle CAR-T richiede nuove professionalità

Non solo una rivoluzione per i pazienti affetti da patologie molto gravi e in molti casi oggi incurabili, non solo una novità per la classe medico-scientifica che in tal modo ha a disposizione delle alternative terapeutiche con potenzialità ancora non pienamente esplorate, ma anche una nuova sfida per l’industria e l’intera filiera del life science che a vario titolo sono coinvolti nella loro gestione e, soprattutto, per le persone che operativamente se ne dovranno occupare a livello professionale: stiamo parlando delle CAR-T, l’ultimo ritrovato della ricerca farmaceutica che, grazie alla reingegnerizzazione degli anticorpi, ha ridotto di molto il gap che esiste fra la realtà e la fantascienza immaginata fino ad oggi.

Tale rivoluzione richiede competenze professionali specifiche non solo nel comparto medico, ma a tutti i livelli di produzione, distribuzione e gestione delle CAR-T. E tutto ciò apre degli spazi di opportunità anche per il marketing, il market access e l’informazione scientifica, con ruoli che richiederanno caratteristiche sempre più di tipo manageriale e softs skills centrali (learn agility, collaborazione cross functional, co-creazione di soluzioni per l’account e sinergie, flessibilità e pensiero laterale). Non è da escludere che nel prossimo futuro le aziende si struttureranno con direzioni appositamente dedicate a questo tipo di trattamenti.

 

Dino Biselli

Source: Corriere.it