Chiudere tempestivamente la discussione riguardante la quota premiale da 357,2 milioni di euro e perfezionare l'accordo sulla ripartizione del Fondo sanitario nazionale 2026, allo scopo di garantire alle Amministrazioni regionali la liquidità necessaria per la programmazione dei servizi sanitari. È la sollecitazione mossa da Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, attraverso una missiva inviata alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e ai colleghi assessori regionali. L'informativa è stata inoltrata al presidente lombardo Attilio Fontana e, per conoscenza, ai ministri Orazio Schillaci, Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli, oltre che al presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. Secondo l'analisi dell'assessore, lo stallo nell'intesa pesa sull'operatività e sulla pianificazione delle strutture sul territorio, determinando un differenziale di cassa complessivo che le stime tecniche presentate in Commissione quantificano in circa 8,9 miliardi di euro. «Prolungare ulteriormente il confronto su 357 milioni di euro rischia di mantenere aperta una situazione che incide sulla disponibilità finanziaria e sulla programmazione dell'intero sistema regionale», scrive l'assessore.
Il quadro finanziario per il Servizio sanitario nazionale nel 2026 previde una dotazione di 142,8 miliardi di euro, segnando una crescita di 6,3 miliardi rispetto al 2025 (+4,6%). Nello specifico, la quota indistinta si attesta a 134,4 miliardi (+2,8%), le risorse vincolate salgono a circa 4,6 miliardi (+87,2%), mentre la quota premiale da 357,2 milioni incide per lo 0,25% del totale. Bertolaso fa notare che, in assenza dell'accordo finale, i trasferimenti rimangono parametrati all'erogato del secondo esercizio precedente: le Regioni si trovano quindi ad affrontare i costi correnti del 2026 e i rinnovi contrattuali e convenzionali disponendo di un flusso d'incasso sostanzialmente bloccato ai valori del 2024. A questo elemento si aggiunge l'incertezza sui finanziamenti vincolati, con circa 1,7 miliardi di euro soggetti al rischio di mancata assegnazione o contabilizzazione nell'anno, fondi destinati tra l'altro all'adeguamento delle tariffe ospedaliere e riabilitative, alla prevenzione, al Piano pandemico, alla salute mentale, alla medicina penitenziaria, all'assistenza specialistica e protesica e alla farmacia dei servizi.
Sui criteri per ripartire la quota premiale, definiti a partire dall'intesa politica del 2 dicembre 2022, si considerano l'indice di vecchiaia della popolazione, la qualità erogata, il livellamento delle quote pro capite e la perequazione tra territori. Tuttavia, l'assessore evidenzia la necessità di bilanciare la solidarietà con la virtuosità gestionale, rimarcando che la Lombardia si attesta tra le Regioni con il maggior scarto negativo sul finanziamento sanitario pro capite rispetto alla media del Paese. «La solidarietà tra i territori deve accompagnarsi alla responsabilità e all'efficienza della gestione delle risorse», afferma. In conclusione, Bertolaso sollecita la definizione di una linea condivisa tra le Regioni per aprire un confronto rapido con i ministeri della Salute e dell'Economia, così da sbloccare la quota premiale, completare il riparto 2026, allineare i flussi di cassa ed erogare definitivamente i fondi vincolati.
La Redazione
Source: SANITÀ33