Il 25% risorse regioni in sanità non ha prodotto servizi a cittadini

Attualmente, il report “Monitoraggio dei LEA attraverso la cd. Griglia LEA” pubblicato annualmente dal Ministero della Salute è lo strumento che permette di verificare l’erogazione delle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini attraverso l’assegnazione di un punteggio. Nonostante lo strumento sia considerato non essere il più adeguato per la valutazione delle prestazioni in sanità delle Regioni (tanto che il sistema sarà sostituito dall'analisi dei dati del 2020), i dati in esso contenuti, aggregati a quelli degli anni precedenti, offrono un quadro, regione per regione, su quanto sia efficace l’utilizzo delle risorse disponibili in sanità.

La Fondazione Gimbe ha svolto un’analisi dei dati della Griglia LEA relativi al periodo 2010-2018, dalla quale è emerso che in media il 25% delle risorse spese dalle Regioni non ha prodotto servizi per i cittadini, con un range tra Regioni compreso fra 7,2% e 43,8%. Inoltre, conferma ancora di più la spaccatura fra Nord e Sud, in quanto le 11 Regioni che superano la soglia di adempimento cumulativo del 76%, ad eccezione della Basilicata, sono tutte situate al Centro-Nord: ciò indica che i Piani di rientro e commissariamenti nel migliorare l’erogazione dei LEA  si sono rilevati sostanzialmente inefficaci.

Le Regioni e Province autonome non sono oggetto della valutazione della Griglia LEA, ma l’applicazione ad esse delle medesime misure applicate alle Regioni ordinarie sottoposte a verifica degli adempimenti hanno registrato performance molto differenziate: il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento raggiungono percentuali di adempimento cumulative rispettivamente dell’80,4% e 78,3%, mentre Valle D’Aosta, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano si collocano nel quartile con le performance peggiori.

 

Dino Biselli

Source: Quotidianosanita.it