Scaccabarozzi e l’industria farmaceutica dopo il COVID-19

All’indomani della sua riconferma come Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi ha rilasciato un’intervista a tutto campo ad Alessandra Miceli,  pubblicata su Formiche.net, nella quale ha illustrato lo stato di salute dell’industria farmaceutica a seguito dell'emergenza COVID-19, quali sono stati i punti deboli dell'intero sistema salute italiano evidenziati dalla pandemia, e alcune proposte per correggere alcune storture nella governance sanitaria nazionale.

Il Presidente Scaccabarozzi ha anticipato che l’industria farmaceutica italiana, grazie all’aumento dei livelli di produzione, ha raggiunto complessivamente i 34 miliardi di euro di fatturato, di cui l’85% è dedicato all’export, ed ha aumentata l’occupazione del 10%.

Vista la peculiarità dei suoi prodotti, l’industria farmaceutica non ha subito lo stop da lockdown delle proprie attività, ed ha quindi continuato ad operare. Ciò è stato possibile garantendo l’operatività di cinque ambiti aziendali fondamentali : organizzazione del lavoro, produzione, distribuzione, ricerca clinica e informazione scientifica. L’organizzazione del lavoro ha permesso di continuare a lavorare mettendo in sicurezza le nostre persone, la produzione e distribuzione hanno garantito che i farmaci arrivassero a chi ne aveva bisogno, la ricerca clinica di certo non poteva interrompere interrompere i trial clinici per non penalizzare drammatiche persone già particolarmente fragili, e l’informazione scientifica, è risultata essere irrinunciabile forzando le aziende ad affrontare l’emergenza attraverso il ricorso a modalità fino ad oggi poco utilizzate.

Alcuni dei principali nodi affrontati nell’intervista hanno riguardato gli investimenti, che devono essere mirati e ben spesi, e la spesa farmaceutica, che secondo il Presidente Scaccabarozzi dovrebbe essere rimodulata attraverso il superamento dell’attuale meccanismo dei tetti di spesa e del famigerato payback farmaceutico.

 

Dino Biselli

Source: Formiche.net